27 aprile 2018

Torta di Riso


Il riso pare che abbondi sulla bocca degli stolti e devo dire che sarei anche tanto d' accordo  ma c'è da dire che esiste riso e riso...vien da se che "la meglio pasta è LO RISO", altro detto che  qui dalle mie parti si blatera spesso (ma questa forse è un' altra storia)....ad ogni modo, volendo escludere quello che ti fa sembrare solo un "simpatico stolto" o un "emerito idiota", quello che di sovente mi piace tenermi in bocca è proprio quello sotto forma di chicco anche perché oltre a farmi sorridere (per la felicità e la goduria di poterlo assaporare), mi riempie sempre la pancia. 

Il servizio per Fior Fiore in Cucina Coop di questo mese era proprio incentrato sul riso e devo dire che ne sono stata estremamente felice.

La prima ricetta che avevo pensato per la mia rubrica Dolce era stata proprio la classica torta di riso, quella che qui in Toscana facciamo abbastanza spesso....o almeno che io qui a casa replico con brevi intervalli di tempo ecco....la cosa curiosa però è che non rifaccio quasi mai la stessa nel senso che mi piace cambiare sempre un po' la quantità degli ingredienti e questo solo per testare la fetta al primo morso e per vedere anche come si comporta la torta a distanza di tempo.

Consistenze e conservazione sono un po' le mie fisse, lo ammetto......sono i concetti sui quali faccio sempre affidamento e a cui mi piace far fronte con tanta dedizione e concentrazione, posso anche arrivare a rifare la stessa ricetta per quattro o cinque volte nella stessa giornata, correndo il rischio così di spacciare merende per tutto l' isolato...ammetto che quando mi assalgono questi raptus, i vicini (e forse anche quelli un po' più lontani), risultano essere sempre molto arzilli e giulivi....ahahhhahahahahhahha.

Comunque, tornando al fattore consistenze...quando si parla di riso nei dolci,  "la fetta pesante più di un blocchetto di cemento"  diventa un vero rischio, è possibile che subito tale eventualità venga valutata come scampata (da caldo o tiepido, tutto sembra migliore), è poi il fattore tempo che può sentenziare e decretare la "mattonata"...... dosare al meglio i liquidi con il riso, porta certamente verso la retta via.

Devo ammettere "morbido e soffice" non sono le prerogative di una Torta di Riso,  diciamo che ci possono essere dei margini sui quali giocare ma ad ogni modo resta una torta rustica, poco sofisticata,  tanto casereccia e morbida il giusto...a distanza di tempo, la fetta diventa più umida e si compatta leggermente...io la trovo stupenda, mi piace un sacco, anzi un sacchissimo e ad ogni esperimento, cercare di farla durare nel tempo è sempre una dura impresa.



TORTA DI RISO 

Ingredienti
(per uno stamp da 24cm)

1l di latte intero
200g di riso Originario
250g di zucchero di canna
la scorza di 1 limone non trattato
3 uova medie
1 pizzico di sale


Imburrate e infarinate uno stampo circolare e lasciatelo da parte. Versate il latte in una pentola capiente con il fondo alto, unite il sale, la scorza del limone grattugiata e portatelo ad ebollizione. Quando comincia a bollire, unite il riso e sempre mescolando portatelo a cottura (il riso deve disfarsi diventando quasi una crema). Allontanate adesso dal fuoco e unite lo zucchero, mescolate bene e lasciate raffreddare. Una volta freddo,  separate i tuorli dagli albumi, unite 3 tuorli  e 1 albume al riso e a parte montate i 2 albumi rimasti a neve bene ferma; nel frattempo preriscaldate il forno a 170°C. Unite delicatamente gli albumi al composto al riso e versate subito nello stampo. Infornate e cuocete  per circa 45 minuti, o fino a doratura. Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire.




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19 aprile 2018

Banana bread


Sai che vi dico? Che ogni tanto devo isolarmi, pensare al mio orticello (non che voi siate delle patate piuttosto che dei pomodori ^_^ ahahahahah) e far finta che ciò che mi sta intorno non esista........e vi sembra facile...troppe distrazioni in effetti ma anche distrazioni piacevoli quindi diciamo che le subisco volentieri; però eccomi tornata finalmente, anche perchè se non smaltisco un pò di ricette va a finire che devo comprarmi altre schede di memoria dato che quelle che ho sono tutte a tappo, ma più che altro, va a finire che temporeggiando, tanto lavoro vada poi a finire nel dimenticatoio. Allora il mio rapporto con il Banana Bread non è sempre stato idilliaco (e infatti nel blog neanche l' ombra)...ricordo il primo che feci...un flop assurdo che adesso vi racconterò....posso solo anticiparvi che dopo quella volta mi guardai bene dal far entrare una banana troppo matura e schiacciata in uno dei miei dolci.

In realtà io le banane le adoro...ma forse adoro non è il temine più consono....diciamo che questo frutto lo consumo solo quando è al limite tra l' acerbo e il maturo, già appena cominciano ad ingiallire troppo cerco di evitarle se poi arrivano anche le prime macchiette nere allora ciaooooo...inizio a snobbarle facendo ricadere la mia scelta su una mela piuttosto che su un kiwi; se non erro anche a chi mi ha passato la ricetta, le banane piacciono proprio quando si trovano a quello stadio, vero Barbara



Questo odio e amore che provo verso le banane è probabile che derivi  da un fatto che mi traumatizzò l' adolescenza e che vede come protagonista una mamma (la mia) che dopo aver avvisato-scoraggiato smisurate volte delle figlie tanto testone (si...ero con mia sorella) si ritrova a compiere un gesto non propriamente consono ad una mamma.

Per farvela breve, io e mia sorella insistemmo così tanto nel mangiare quelle banane troppo acerbe e insistente fu anche l' affermazione "....ma a noi piacciono così!!!!!" che allora  lei divertita ci lasciò fare ma avvisandoci che ce le avrebbe fatte mangiare tutte in un colpo al primo accenno di disgusto........arriva quindi il primo morso e all' immediata sensazione di "allappamento" della lingua, palato e quant' altro rende il boccone troppo amaro......ahahhahahaha......davverooooo.....lascio a voi immaginare l' epilogo di questa divertente storiella.....ma credetemi che allora non mi sembrava così divertente.

Per riallacciarmi al primo, primissimo Banana Bread che feci, devo ammettere che lo preparai forse con leggerezza...non so per quale ragione andò male, anche perché la ricetta era abbastanza sicura viste le fonti (non riporterò nessun nome o link solo per correttezza ^_^)...forse troppe le banane per i miei gusti???!!? Quelli che due sono poche ma tre sono troppe?!?!!?!!? Probabile....ricordo solo che in quel caso l' odore forte che si sprigionò per tutta la casa mi fece venire in mente le formiche......ahahhaahhaha...adesso vi chiederete se ho mai mangiato formiche....ahahhahhaa.....no...ma l' odore era davvero di formica.


Comunque le banane erano rimaste un tabù ma questo solo prima di cominciare a provare le ricette per il libro mio e di Rossella.....essendo un volume dedicato a ricette FREE, senza uova, senza glutine e bla bla bla....la banana è arrivata in mio aiuto; l' ho usata principalmente quando per forza di cose dovevo dimenticarmi di usare le uova, e nonostante io le adori come nessun altro ingrediente al mondo, ho pensato che questa astinenza potesse portami a qualcosa di buono e così è stato!!! Tutto ciò che preparavo con banana e senza uova mi piaceva, certe volte anche al primo tentativo quindi doppia soddisfazione.

Nonostante questo il BANANA BREAD è rimasto un tabù, è stata Barbara che con le sue numerose manifestazioni di amore verso questo dolce da colazione, mi ha indotto a tentare di nuovo e vi dirò di più....mi ha regalato la sua ricetta attuale, quella che fa più di frequente e che ultimamente ama molto ma che ancora non è presente nel suo blog.....bhe...io l' ho amata allo stesso modo e questo post ne è la dimostrazione.

Diciamo che a sto giro non ci sono stati intoppi....solo una divergenza di opinioni sul numero di banane...due...tre...."ma tre sono troppe, poi troppo pesante"...ok ne metto due (anche se tre mi facevano gola)....diciamo che ho cercato di darle ascolto e ho cercato di fare la brava bimba ma ahimè, non ho resistito e con un colpo di coda ho fatto di testa mia (quando mi impunto è un dramma) e la terza c'è caduta all' ultimo, proprio appena prima di infornare!!!!! Ah...la ricetta prevedeva anche delle noci, circa 60g ma io non l' ho messe dato che volevo provarlo al naturale, niente vi vieterà di aggiungerle!

Direi che è ora della ricetta, provatela e fatemi sapere più che altro sul discorso "NUMERO BANANE"..voi quante ne preferite???!?!??!???! 




Banana Bread

Ingredienti
(per uno stampo da plumcake 24x30cm)

2 uova medie a temperatura ambiente
75g di zucchero muscovado
85g di zucchero di canna demerara
2 banane mature (circa 240g) + 1 per la finitura
135g di farina di farro integrale (anche una
90g di farina 00
12g di lievito per dolci
90ml di olio di semi di girasole
50ml di latte intero


Procedimento

Nella ciotola della planetaria (o con l' aiuto di fruste elettriche) montate molto bene le uova con i due tipi di zucchero, una volta ottenuto un composto voluminoso e areato, unite le banane precedentemente schiacciate con una forchetta (se sono particolarmente mature potete anche inserirle a pezzi direttamente nella ciotola della planetaria mentre è in funzione dato che si frantumeranno da sole); adesso setacciate le due farine insieme al lievito e versate il tutto direttamente nella ciotola, lasciate amalgamare bene ma senza lavorare troppo e una volta ottenuto un composto omogeneo unite anche il latte e l' olio. Versate i composto nello stampo precedentemente rivestito con carta da forno, sbucciate la terza banana, dividetela in due e adagiatela direttamente sopra l' impasto; cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 45/50 minuti (farà fede la prova dello stecchino di legno che se inserito al centro dovrà uscire perfettamente pulito).




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4 aprile 2018

Biscotti al riso con miglio e uvetta (senza glutine)



Non so perchè ma quando si tratta di starsene davanti allo schermo a lavorare finisco sempre per fare tutto fuor che quello.....ahahahah...mi distraggo come la più ingenua delle alunne, resto anche  giuliva con il naso per aria come faceva tra l' erbetta la vispa Teresa, insomma cazz - e - ggio (ops....se pò dì nei post??!?!?!)  e quando poi converrebbe stringere i tempi (la stessa stretta con la quale Teresa tratteneva la povera farfalletta)....il tempo ormai mi è sfuggito. Non oggi però....tanto sentite...piove e non posso di certo andarmene a zonzo tra l' erbetta cercando di rendere la vita impossibile alla povera e afflitta farfalletta...mi metterò quindi comoda comoda per raccontarvi questi biscotti  fatti di riso e di miglio pensati per Fior Fiore In Cucina Coop .

Sapete della rubrica DOLCE che ho su FiorFiore in cucina....il tema dello scorso mese era il miglio, infatti in questo post ve ne avevo già parlato, quella volta pensai al Budino con miglio e amaretti tralasciando tutte le altre ricette, la scelta di esordire con qualcosa al latte e che fosse anche al cucchiaio non fu dettata da una sorta di ordine d' importanza....anzi, sapete che adoro biscottare e tutto ciò che è "ad alta friabilità" deve restare impigliato nel mio archivio di ricette....ma bensì da un' impellente necessità di riempire degli spazi vuoti...e per tali spazi intendo quelli lasciati dalle tante ricette budinose e al cucchiaio che faccio e che mai riesco a scrivere. Non chiedetemi il perchè di certe dinamiche.....sarà che nella maggior parte dei casi mi fisso...un pò come faceva la Teresa...quella vispa, che si era presa una cantonata per sta povera farfalletta....io al posto di insetti svolazzanti, preferisco stringere forte tra le dita biscotti e o roba simile ecco!!!!!

Ed infatti #erieccomequi con l' ennesima lista di ingredienti che se riuniti insieme in una ciotola...ma messi lì così come vengono...più o meno...grossolani...possono innescare il solito allarme ALTA FRIABILITA'.....quindi occhio....allontanatevi se pensate di non essere pronti per questa esperienza ^_^. 

Approfondendo il dettaglio ingredienti, per questi biscotti ho usato del miglio, non della farina però....ma proprio del MIGLIO MIGLIO...intero, a chicchi crudi e belli scrocchierelli  (ovviamente non ho trascurato il dettaglio risciacquo e tostatura) che poi ho rovesciato nella ciotola di cui sopra.

Come potete notare, per la ricetta di oggi sarà necessario avere in casa anche dell' uvetta ma posso tranquillamente rassicuravi e dirvi che anche senza i biscotti risulteranno meravigliosi....se non volete proprio prepararli lisci, concedo l' uso di gocce di cioccolato o di frutta secca tritata grossolanamente ^_^.

Quando faccio esperimenti gluten free prediligo la scelta di miscelare  in autonomia le diverse farine che sposano alla perfezione la tesi, evitando così i mix già pronti che si trovano sul mercato....non è una presa di posizione però, semplicemente mi piace testarle e capire come si comportano a contatto con i liquidi e se le diverse combinazioni portano a casa risultati diversi. Devo dire che farina di riso e grano saraceno sono una coppia che spacca e se poi un miglio croccante e brioso si mette di mezzo....allora state tranquilli che vi innamorerete di questa ricetta!!!!


Biscotti al riso con miglio e uvetta (senza glutine)


Ingredienti
per circa 24 biscotti

40g di uvetta 
rum q.b.
40g di miglio
150g di farina di riso
20g di farina di grano saraceno
60g di zucchero di canna
80g di burro freddo di frigorifero
la scorza di 1 limone non trattato
1 uovo medio
1 pizzico di sale

zucchero di canna q.b.

Procedimento


Per prima cosa fate rinvenire l’ vetta nel rum poi strizzatela, tamponatela con della carta assorbente e lasciatela da parte. Sciacquate il miglio sotto l’ acqua corrente, tostatelo per pochi minuti in una padella antiaderente e lasciatelo da parte a raffreddare. In una ciotola unite la farina di riso, la farina di grano saraceno, il miglio tostato freddo, lo zucchero e il burro freddo tagliato a dadini, con la punta delle dita iniziate a lavorare gli ingredienti in modo da ottenere un composto sbriciolato. Unite adesso l’ uovo, la scorza del limone e il sale, lavorate brevemente, giusto il tempo necessario di ottenere un composto omogeneo. Con l’ impasto ottenuto formate una palla, avvolgetela in della pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ ora. Trascorso il tempo stendete la pasta ad uno spessore di 5mm circa, formate i biscotti, adagiateli su una placca rivestita con carta da forno e cospargeteli con lo zucchero di canna. Cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 15 minuti o fino a doratura.





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