17 maggio 2018

Smoothie con fragole e yogurt


Smoothie o frullato?!??!? Eh....in sostanza sarebbero più o meno la stessa cosa, diciamo che ciò che si ricava da queste due preparazioni è comunque fonte di vitamine e nutrienti essenziali per il nostro organismo.....per ciascun "beverone" la frutta e la verdura sono impiegate a crudo; nel boccale del frullatore si inseriscono gli ingredienti interi, sono quindi preparazioni molto ricche di fibre e di facile esecuzione.

Di fatto un frullato per chiamarsi smoothies non dovrebbe contenere lattosio (e ne parlavo con lei giusto qualche giorno fa ^__^) .....al massimo si può pensare di comprendere tra gli ingredienti dello yogurt bianco; gli smoothies in più possono risultare più densi dei frullati "più semplici" poichè è abitudine aggiungere anche cereali e frutti più corposi come la banana o l’ avocado, spesso si uniscono anche semi oleosi o frutta a guscio secca.

Per la ricchezza di fibre gli smoothies  sono perfetti per depurare l’ intestino  (non so voi ma io ne ho sempre mooolto bisogno...ahahahha) e solitamente mi piace sceglierli come pasti veri e propri, frullare tutto in un boccale è anche un modo per semplificare il trattamento del cibo e per godere a pieno dei loro nutrienti;

Scegliendo di frullare frutta e verdura si riuscirà anche a consumarne in quantità maggiore e di conseguenza, più pasti a base di frutta e verdura riusciremo a fare e più vitamine regaleremo al nostro organismo....vabbè....oggi me sento molto DETOX ^_______^.


Lo smoothie di oggi è comunque piuttosto semplice, è quello pensato per Fior Fiore In Cucina Coop e dato che mi premeva inziare con questa nuova serie di ricette senza lattosio, vi lascio subito la lista degli ingredienti speranzosa di tornare il prima possibile magari con una bella torta. 

Ah.....ultimissima cosa, di solito per ottenere un frullato o un smoothie più corposo e fresco, scelgo di congelare parzialmente la frutta del caso, tale accorgimento fa davvero la differenza ^_^:



Smoothie con fragole e yogurt

Ingredienti
(per 2 persone)

250g di fragole 
200g di yogurt di soia bianco
1 banana media
30g di mandorle spellate
100ml di latte d’ avena
30g di sciroppo d’ agave

per completare 4 fragole
Procedimento


Sbucciate la banana e tagliatela a fettine, lavate molto bene le fragole, asciugatele e mettetele in un contenitore insieme alla banana, coprite con della pellicola per alimenti e lasciatele in freezer per 2 ore circa. Trascorso questo tempo, mettete le mandorle nel boccale del frullatore e riducetele in polvere, quindi unite le fragole e la banana ormai congelate, il latte d’ avena, lo yogurt e lo sciroppo d’ agave. Azionate nuovamente il frullatore e proseguite finché avrete ottenuto un composto omogeneo. Suddividete il frullato in due bicchieri e guarnite con altre fragole.




Share:

9 maggio 2018

Risolatte con sciroppo d' agave



Con la Torta di Riso avevo dato il via alle ricette con il riso preparate per Fior Fiore in Cucina dello scorso mese...diciamo poi che il tempo è letteralmente volato e che nel mentre mi sono persa e dedicata ad altro (altro che comprende sempre il cibo ovviamente); il pensiero però è sempre stato rivolto alle ricette da condividere proprio qui, infatti oggi un' ora sarà tutta per me ma anche per voi, dedicata ad arricchire l' archivio ^_^.

Quindi parlavamo di riso e di Fior Fiore in cucina...ah...nel frattempo sono partire le nuove idee che sono tutte senza lattosio e che giuro, non tarderanno ad arrivare anche qui....e della prima ricetta pensata proprio per il numero appena passato; volendo proseguire in questo senso ho pensato di parlare di  Risolatte che forse in questa versione così tradizionale, manca all' appello.....tradizionale ma  in questo caso dolcificato solo con dello sciroppo d' acero perché sapete quanto certe volte io ami fare tali scelte ^_^.

E' una cosa certa che quando si parla di riso mi emoziono sempre....letteralmente lo adoro, lo preferisco alla pasta e mi piace provare varietà diverse dalle canoniche che si trovano sul mercato, non a caso mi ritrovo spesso a rovistare tra gli scaffali di negozi specializzati; ho imparato anche ad usarlo in sostituzione del pane e credetemi che dopo ogni pasto mi sento sazia ma mai gonfia e appesantita! 

Oggi ho comunque scelto un riso "tradizionale" solo perché per il Risolatte è senza dubbio il più indicato. Ho cotto il riso Originario nel latte insieme alla vaniglia e alla scorza del limone, ho poi aggiunto in seconda battuta  lo sciroppo d' agave.

Quando si parla di cottura del riso può aprirsi un mondo (e magari ne parlerò in più accurato in un' altro post più tecnico) ma la cottura al latte è quella prevalentemente utilizzata quando si parla di ricette dolci,  il riso viene messo in pentola coperto con il latte bollente dolcificato o aromatizzato con gli ingredienti del caso se necessario; di solito le giuste proporzioni su cui fare affidamento sono 1l di latte per 200g circa di riso crudo che comunque possono variare a seconda della consistenza che si vuole raggiungere a cottura ultimata. 

RISOLATTE  


Ingredienti
per 4 persone

500ml di latte fresco 
100g di riso Originario
40g di sciroppo d’ agave
1 baccelli di vaniglia
la scorza di 1 limone non trattato
1 pizzico di sale

frutta fresca a piacere
sciroppo d’ agave q.b.

Procedimento

In una casseruola  capiente a dal fondo alto versate il latte, unite i semi della vaniglia, la scorza del limone e il sale. Portate a bollore e versate il riso; a fuoco moderato portate a cottura, sempre mescolando, il risultate dovrà avere una consistenza cremosa e omogenea. Togliete la casseruola dal fuoco e unite lo sciroppo d’ agave, amalgamate bene; e lasciate raffreddare completamente. Quando il composto con il riso sarà ormai freddo, suddividetelo in delle ciotole e servire subito il dessert accompagnando con della frutta fresca e con dello sciroppo d’ agave a filo. 





Share:

3 maggio 2018

Tarte Tatin

tovagliolo Stay Store

Ci sono quelle ricette che rifaccio di continuo ma che non so per quale motivo, restano sempre in disparte...in una sorta di archivio parallelo e consultabile solo dalla sottoscritta. Stranezze che non trovano un senso in effetti ma che forse dipendono dal fatto che le consuetudini, non affascinandomi più come vorrei, passano certamente in secondo piano rispetto ad un qualcosa di ancora inesplorato; certo è che è un vero peccato perdere tanta grazia, ecco perché oggi mi fermo e vedo di riordinare quell' archivio parallelo che ormai posso definire il mio pane quotidiano. 

Comincio da lei, la Tarte Tatin e figuriamoci se non ne avete mai sentito parlare, è la REGINA delle torte di mele....'na roba fantastica, burrosa, vischiosa...una di quelle fette di torta che si scioglie in bocca e che per il "nostro" locale , dove grigliamo ogni cosa,  è diventata quasi un' ospite fisso. Gli ingredienti di questa torta sono davvero pochi se ci penso...pasta di base, zucchero, burro e mele che per me devono essere rigorosamente RENETTE...una ricetta semplice all' apparenza ma forse non troppo.....mhmmmm......direi quindi elementare...si dai....una ricetta elementare e perciò formata da più elementi certamente semplici ma che composti insieme non risultano poi così SEMPLICI. Oddio...non so se mi avete capita ...di fatto credo che una cosa semplice in realtà  non lo sia mai davvero...qualsiasi cosa noi ci mettiamo a fare è comunque frutto di più fattori (o elementi) assemblati in un ordine rigoroso; ciò che prima facevano i nostri vecchi era certamente elementare (e non parlo solo di cucina) ma dunque non semplice per un osservatore di oggi abituato alla praticità.

Volendo tirare le somme quindi direi che una cosa SEMPLICE è in realtà ELEMENTARE e cioè complessa proprio perché formata da più elementi.

Penso anche che quando si parla di cibo in genere la parola semplice vada sempre presa con le pinze perché tutto ciò che porta ad un buon risultato è comunque frutto di sudore, dedizione e di sapienza...l' improvvisazione non è certo una peculiarità delle cucina e di questo non ne sono convinta....DI PIU'!!!!!

Ok però...adesso che ho chiarito (o almeno spero) sta cosa delle semplicità apparente, la ricetta in questione merita un po' di attenzione; dicevamo quindi TARTE TATIN e come non riportare in breve un po' di storia giusto per acculturarci quel tantino che basta!?!?!?

Sembra che sia stato il solito errore compiuto tra i fornelli che abbia dato vita a questo GRANDE classico della gastronomia Francese; Stephanie e Caroline Tatin, che erano due sorelle che insieme gestivano l' omonimo albergo Tatin, una mattina si trovano a fare i conti con una grande dimenticanza, proprio Caroline, dopo aver infornato  frettolosamente la sua solita torta di mele si rende conto di aver dimenticato la pasta, mele tagliate a fette adagiate sopra un fondo di burro e zucchero, erano quindi i soli elementi che aveva messo nella teglia; a quel punto dato che l' arrivo dei clienti era imminente, sotto suggerimento della sorella Stephanie, Caroline decide di rimediare stendendo così la pasta dimenticata direttamente sulle mele ormai caramellate.  Una volta ultimata la cottura, si ritrovarono sul piatto di portata una torta di mele rovesciata e questo solo per cercare di servire al meglio qualcosa di tanto sbagliato. Inutile dire che il successo fu tale da consentire il suo ingresso nella  prima guida Michelin dei primi del Novecento.



Centrare i tempi di cottura della Tarte Tatin è senza dubbio la difficoltà maggiore, è importante caramellare molto bene le mele prima di passare alla cottura in forno, infatti quando state con la teglia sul fuoco organizzatevi con spargifiamma, cronometro e cercate di capire come procedere al meglio per voi. Io per esempio, basandomi sui miei fuochi, posiziono la teglia già con zucchero, burro e mele su quello medio, alzo la fiamma quasi al massimo (quindi medio alta), perché è il modo migliore per far sciogliere subito lo zucchero evitando così di cristallizzarlo, e aiutandomi con una canovaccio, la agito sul fuoco finché vedo che lo zucchero è tutto sciolto; dopodiché abbasso leggermente la fiamma e proseguo la cottura per circa 20 minuti circa; in questo lasso di tempo però non mi allontano mai dalla cucina, controllo costantemente la teglia e ogni tanto la agito e la giro per evitare che la fiamma scaldi sempre lo stesso punto.

Tarte Tatin

Ingredienti
(per uno stampo da 24cm)

Per la pasta brisée

300g di farina 0
150g di burro freddo 
70ml di acqua ghiacciata
4g  di sale


8 mele Renette
150g di burro a temperatura ambiente
200g di zucchero

Procedimento

Nel boccale di un mixer unite il burro freddo a tocchetti insieme alla farina; azionate la macchina per pochi secondi, finché non otterrete un composto sbriciolato, sabbiato; sempre con la macchina in funzione unite il sale e subito dopo l' acqua ghiacciata a filo (non versatela tutta insieme perché in base al grado di umidità dalla farina, l' acqua utile potrebbe variare leggermente), lavorate la pasta per poco tempo, fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo. Passate poi su un piano di lavoro pulito e formate un panetto, avvolgetelo con della pellicola per alimenti e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno tre ore. 


In una teglia adatta sia per la cottura sul fuoco diretto e sia per quella in forno, distribuite a fiocchetti il burro e cospargete con lo zucchero; sbucciate le mele, eliminate il torsolo e dividetele alcune in due parti, altre in quattro. Formate uno strato uniforme sopra lo zucchero e mettete la teglia sul fuoco diretto regolando una fiamma medio - alta,  utilizzate anche uno spargifiamna per evitare di bruciare le mele, in questa fase iniziale agitate la teglia sul fuoco aiutandovi magari con una presina e appena lo zucchero si sarà sciolto, abbassate leggermente il fuoco e lasciate caramellare per 20 minuti circa, girando spesso la teglia sopra al fuoco; quando burro e zucchero si saranno trasformati in un caramello biondo, allora potrete spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il tutto.

Stendete adesso la pasta brisée ad uno spessore di 4 mm circa e formate un disco abbastanza regolare, adagiatelo sopra le mele in modo da coprirle completamente. Cuocere in forno preriscaldato a 200° C per 20 minuti poi abbassate a 180° C e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Appena la pasta frolla sarà bella dorata e vedrete il caramello uscire dai bordi, allora potrete terminare la cottura. Estraete la tarte tatin dal forno, attendete giusto 5 minuti e  poi capovolgetela subito sul piatto di portata.


piatti @giovelab - www.giovelab.it -  shop on line

Share:

27 aprile 2018

Torta di Riso


Il riso pare che abbondi sulla bocca degli stolti e devo dire che sarei anche tanto d' accordo  ma c'è da dire che esiste riso e riso...vien da se che "la meglio pasta è LO RISO", altro detto che  qui dalle mie parti si blatera spesso (ma questa forse è un' altra storia)....ad ogni modo, volendo escludere quello che ti fa sembrare solo un "simpatico stolto" o un "emerito idiota", quello che di sovente mi piace tenermi in bocca è proprio quello sotto forma di chicco anche perché oltre a farmi sorridere (per la felicità e la goduria di poterlo assaporare), mi riempie sempre la pancia. 

Il servizio per Fior Fiore in Cucina Coop di questo mese era proprio incentrato sul riso e devo dire che ne sono stata estremamente felice.

La prima ricetta che avevo pensato per la mia rubrica Dolce era stata proprio la classica torta di riso, quella che qui in Toscana facciamo abbastanza spesso....o almeno che io qui a casa replico con brevi intervalli di tempo ecco....la cosa curiosa però è che non rifaccio quasi mai la stessa nel senso che mi piace cambiare sempre un po' la quantità degli ingredienti e questo solo per testare la fetta al primo morso e per vedere anche come si comporta la torta a distanza di tempo.

Consistenze e conservazione sono un po' le mie fisse, lo ammetto......sono i concetti sui quali faccio sempre affidamento e a cui mi piace far fronte con tanta dedizione e concentrazione, posso anche arrivare a rifare la stessa ricetta per quattro o cinque volte nella stessa giornata, correndo il rischio così di spacciare merende per tutto l' isolato...ammetto che quando mi assalgono questi raptus, i vicini (e forse anche quelli un po' più lontani), risultano essere sempre molto arzilli e giulivi....ahahhhahahahahhahha.

Comunque, tornando al fattore consistenze...quando si parla di riso nei dolci,  "la fetta pesante più di un blocchetto di cemento"  diventa un vero rischio, è possibile che subito tale eventualità venga valutata come scampata (da caldo o tiepido, tutto sembra migliore), è poi il fattore tempo che può sentenziare e decretare la "mattonata"...... dosare al meglio i liquidi con il riso, porta certamente verso la retta via.

Devo ammettere "morbido e soffice" non sono le prerogative di una Torta di Riso,  diciamo che ci possono essere dei margini sui quali giocare ma ad ogni modo resta una torta rustica, poco sofisticata,  tanto casereccia e morbida il giusto...a distanza di tempo, la fetta diventa più umida e si compatta leggermente...io la trovo stupenda, mi piace un sacco, anzi un sacchissimo e ad ogni esperimento, cercare di farla durare nel tempo è sempre una dura impresa.



TORTA DI RISO 

Ingredienti
(per uno stamp da 24cm)

1l di latte intero
200g di riso Originario
250g di zucchero di canna
la scorza di 1 limone non trattato
3 uova medie
1 pizzico di sale


Imburrate e infarinate uno stampo circolare e lasciatelo da parte. Versate il latte in una pentola capiente con il fondo alto, unite il sale, la scorza del limone grattugiata e portatelo ad ebollizione. Quando comincia a bollire, unite il riso e sempre mescolando portatelo a cottura (il riso deve disfarsi diventando quasi una crema). Allontanate adesso dal fuoco e unite lo zucchero, mescolate bene e lasciate raffreddare. Una volta freddo,  separate i tuorli dagli albumi, unite 3 tuorli  e 1 albume al riso e a parte montate i 2 albumi rimasti a neve bene ferma; nel frattempo preriscaldate il forno a 170°C. Unite delicatamente gli albumi al composto al riso e versate subito nello stampo. Infornate e cuocete  per circa 45 minuti, o fino a doratura. Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire.




Share:

19 aprile 2018

Banana bread


Sai che vi dico? Che ogni tanto devo isolarmi, pensare al mio orticello (non che voi siate delle patate piuttosto che dei pomodori ^_^ ahahahahah) e far finta che ciò che mi sta intorno non esista........e vi sembra facile...troppe distrazioni in effetti ma anche distrazioni piacevoli quindi diciamo che le subisco volentieri; però eccomi tornata finalmente, anche perchè se non smaltisco un pò di ricette va a finire che devo comprarmi altre schede di memoria dato che quelle che ho sono tutte a tappo, ma più che altro, va a finire che temporeggiando, tanto lavoro vada poi a finire nel dimenticatoio. Allora il mio rapporto con il Banana Bread non è sempre stato idilliaco (e infatti nel blog neanche l' ombra)...ricordo il primo che feci...un flop assurdo che adesso vi racconterò....posso solo anticiparvi che dopo quella volta mi guardai bene dal far entrare una banana troppo matura e schiacciata in uno dei miei dolci.

In realtà io le banane le adoro...ma forse adoro non è il temine più consono....diciamo che questo frutto lo consumo solo quando è al limite tra l' acerbo e il maturo, già appena cominciano ad ingiallire troppo cerco di evitarle se poi arrivano anche le prime macchiette nere allora ciaooooo...inizio a snobbarle facendo ricadere la mia scelta su una mela piuttosto che su un kiwi; se non erro anche a chi mi ha passato la ricetta, le banane piacciono proprio quando si trovano a quello stadio, vero Barbara



Questo odio e amore che provo verso le banane è probabile che derivi  da un fatto che mi traumatizzò l' adolescenza e che vede come protagonista una mamma (la mia) che dopo aver avvisato-scoraggiato smisurate volte delle figlie tanto testone (si...ero con mia sorella) si ritrova a compiere un gesto non propriamente consono ad una mamma.

Per farvela breve, io e mia sorella insistemmo così tanto nel mangiare quelle banane troppo acerbe e insistente fu anche l' affermazione "....ma a noi piacciono così!!!!!" che allora  lei divertita ci lasciò fare ma avvisandoci che ce le avrebbe fatte mangiare tutte in un colpo al primo accenno di disgusto........arriva quindi il primo morso e all' immediata sensazione di "allappamento" della lingua, palato e quant' altro rende il boccone troppo amaro......ahahhahahaha......davverooooo.....lascio a voi immaginare l' epilogo di questa divertente storiella.....ma credetemi che allora non mi sembrava così divertente.

Per riallacciarmi al primo, primissimo Banana Bread che feci, devo ammettere che lo preparai forse con leggerezza...non so per quale ragione andò male, anche perché la ricetta era abbastanza sicura viste le fonti (non riporterò nessun nome o link solo per correttezza ^_^)...forse troppe le banane per i miei gusti???!!? Quelli che due sono poche ma tre sono troppe?!?!!?!!? Probabile....ricordo solo che in quel caso l' odore forte che si sprigionò per tutta la casa mi fece venire in mente le formiche......ahahhaahhaha...adesso vi chiederete se ho mai mangiato formiche....ahahhahhaa.....no...ma l' odore era davvero di formica.


Comunque le banane erano rimaste un tabù ma questo solo prima di cominciare a provare le ricette per il libro mio e di Rossella.....essendo un volume dedicato a ricette FREE, senza uova, senza glutine e bla bla bla....la banana è arrivata in mio aiuto; l' ho usata principalmente quando per forza di cose dovevo dimenticarmi di usare le uova, e nonostante io le adori come nessun altro ingrediente al mondo, ho pensato che questa astinenza potesse portami a qualcosa di buono e così è stato!!! Tutto ciò che preparavo con banana e senza uova mi piaceva, certe volte anche al primo tentativo quindi doppia soddisfazione.

Nonostante questo il BANANA BREAD è rimasto un tabù, è stata Barbara che con le sue numerose manifestazioni di amore verso questo dolce da colazione, mi ha indotto a tentare di nuovo e vi dirò di più....mi ha regalato la sua ricetta attuale, quella che fa più di frequente e che ultimamente ama molto ma che ancora non è presente nel suo blog.....bhe...io l' ho amata allo stesso modo e questo post ne è la dimostrazione.

Diciamo che a sto giro non ci sono stati intoppi....solo una divergenza di opinioni sul numero di banane...due...tre...."ma tre sono troppe, poi troppo pesante"...ok ne metto due (anche se tre mi facevano gola)....diciamo che ho cercato di darle ascolto e ho cercato di fare la brava bimba ma ahimè, non ho resistito e con un colpo di coda ho fatto di testa mia (quando mi impunto è un dramma) e la terza c'è caduta all' ultimo, proprio appena prima di infornare!!!!! Ah...la ricetta prevedeva anche delle noci, circa 60g ma io non l' ho messe dato che volevo provarlo al naturale, niente vi vieterà di aggiungerle!

Direi che è ora della ricetta, provatela e fatemi sapere più che altro sul discorso "NUMERO BANANE"..voi quante ne preferite???!?!??!???! 




Banana Bread

Ingredienti
(per uno stampo da plumcake 24x30cm)

2 uova medie a temperatura ambiente
75g di zucchero muscovado
85g di zucchero di canna demerara
2 banane mature (circa 240g) + 1 per la finitura
135g di farina di farro integrale (anche una
90g di farina 00
12g di lievito per dolci
90ml di olio di semi di girasole
50ml di latte intero


Procedimento

Nella ciotola della planetaria (o con l' aiuto di fruste elettriche) montate molto bene le uova con i due tipi di zucchero, una volta ottenuto un composto voluminoso e areato, unite le banane precedentemente schiacciate con una forchetta (se sono particolarmente mature potete anche inserirle a pezzi direttamente nella ciotola della planetaria mentre è in funzione dato che si frantumeranno da sole); adesso setacciate le due farine insieme al lievito e versate il tutto direttamente nella ciotola, lasciate amalgamare bene ma senza lavorare troppo e una volta ottenuto un composto omogeneo unite anche il latte e l' olio. Versate i composto nello stampo precedentemente rivestito con carta da forno, sbucciate la terza banana, dividetela in due e adagiatela direttamente sopra l' impasto; cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 45/50 minuti (farà fede la prova dello stecchino di legno che se inserito al centro dovrà uscire perfettamente pulito).




Share:

4 aprile 2018

Biscotti al riso con miglio e uvetta (senza glutine)



Non so perchè ma quando si tratta di starsene davanti allo schermo a lavorare finisco sempre per fare tutto fuor che quello.....ahahahah...mi distraggo come la più ingenua delle alunne, resto anche  giuliva con il naso per aria come faceva tra l' erbetta la vispa Teresa, insomma cazz - e - ggio (ops....se pò dì nei post??!?!?!)  e quando poi converrebbe stringere i tempi (la stessa stretta con la quale Teresa tratteneva la povera farfalletta)....il tempo ormai mi è sfuggito. Non oggi però....tanto sentite...piove e non posso di certo andarmene a zonzo tra l' erbetta cercando di rendere la vita impossibile alla povera e afflitta farfalletta...mi metterò quindi comoda comoda per raccontarvi questi biscotti  fatti di riso e di miglio pensati per Fior Fiore In Cucina Coop .

Sapete della rubrica DOLCE che ho su FiorFiore in cucina....il tema dello scorso mese era il miglio, infatti in questo post ve ne avevo già parlato, quella volta pensai al Budino con miglio e amaretti tralasciando tutte le altre ricette, la scelta di esordire con qualcosa al latte e che fosse anche al cucchiaio non fu dettata da una sorta di ordine d' importanza....anzi, sapete che adoro biscottare e tutto ciò che è "ad alta friabilità" deve restare impigliato nel mio archivio di ricette....ma bensì da un' impellente necessità di riempire degli spazi vuoti...e per tali spazi intendo quelli lasciati dalle tante ricette budinose e al cucchiaio che faccio e che mai riesco a scrivere. Non chiedetemi il perchè di certe dinamiche.....sarà che nella maggior parte dei casi mi fisso...un pò come faceva la Teresa...quella vispa, che si era presa una cantonata per sta povera farfalletta....io al posto di insetti svolazzanti, preferisco stringere forte tra le dita biscotti e o roba simile ecco!!!!!

Ed infatti #erieccomequi con l' ennesima lista di ingredienti che se riuniti insieme in una ciotola...ma messi lì così come vengono...più o meno...grossolani...possono innescare il solito allarme ALTA FRIABILITA'.....quindi occhio....allontanatevi se pensate di non essere pronti per questa esperienza ^_^. 

Approfondendo il dettaglio ingredienti, per questi biscotti ho usato del miglio, non della farina però....ma proprio del MIGLIO MIGLIO...intero, a chicchi crudi e belli scrocchierelli  (ovviamente non ho trascurato il dettaglio risciacquo e tostatura) che poi ho rovesciato nella ciotola di cui sopra.

Come potete notare, per la ricetta di oggi sarà necessario avere in casa anche dell' uvetta ma posso tranquillamente rassicuravi e dirvi che anche senza i biscotti risulteranno meravigliosi....se non volete proprio prepararli lisci, concedo l' uso di gocce di cioccolato o di frutta secca tritata grossolanamente ^_^.

Quando faccio esperimenti gluten free prediligo la scelta di miscelare  in autonomia le diverse farine che sposano alla perfezione la tesi, evitando così i mix già pronti che si trovano sul mercato....non è una presa di posizione però, semplicemente mi piace testarle e capire come si comportano a contatto con i liquidi e se le diverse combinazioni portano a casa risultati diversi. Devo dire che farina di riso e grano saraceno sono una coppia che spacca e se poi un miglio croccante e brioso si mette di mezzo....allora state tranquilli che vi innamorerete di questa ricetta!!!!


Biscotti al riso con miglio e uvetta (senza glutine)


Ingredienti
per circa 24 biscotti

40g di uvetta 
rum q.b.
40g di miglio
150g di farina di riso
20g di farina di grano saraceno
60g di zucchero di canna
80g di burro freddo di frigorifero
la scorza di 1 limone non trattato
1 uovo medio
1 pizzico di sale

zucchero di canna q.b.

Procedimento


Per prima cosa fate rinvenire l’ vetta nel rum poi strizzatela, tamponatela con della carta assorbente e lasciatela da parte. Sciacquate il miglio sotto l’ acqua corrente, tostatelo per pochi minuti in una padella antiaderente e lasciatelo da parte a raffreddare. In una ciotola unite la farina di riso, la farina di grano saraceno, il miglio tostato freddo, lo zucchero e il burro freddo tagliato a dadini, con la punta delle dita iniziate a lavorare gli ingredienti in modo da ottenere un composto sbriciolato. Unite adesso l’ uovo, la scorza del limone e il sale, lavorate brevemente, giusto il tempo necessario di ottenere un composto omogeneo. Con l’ impasto ottenuto formate una palla, avvolgetela in della pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ ora. Trascorso il tempo stendete la pasta ad uno spessore di 5mm circa, formate i biscotti, adagiateli su una placca rivestita con carta da forno e cospargeteli con lo zucchero di canna. Cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 15 minuti o fino a doratura.





Share:

30 marzo 2018

Crostata con ricotta al caffè


Se mi perdo in chiacchiere potrei rischiare di non pubblicare questa ricetta pensata e realizzata proprio per questa Pasqua, dovrei scappare a lavoro ma voglio fermarmi una attimo solo per voi. Trovo questo dolce perfetto per chi ama le cose semplici e fresche, per chi ha voglia di preparare qualcosa di diverso e che stupisca i propri invitati....per chi ama infinitamente la ricotta e il caffè! Io adoro la ricotta nei dolci....letteralmente la trovo divina, sempre opportuna e capace di regalare quella consistenza magica, il caffè poi non ne parliamo...sempre dentro al pezzo! Potrei definire questa di oggi la mia idea di dolce ideale proprio perché è composto dai tre elementi che mi ritrovo sempre a maneggiare, paste friabili, ricotta e caffè. Realizzarla è davvero semplice e veloce, la cottura è prevista solo per il guscio, poi la crema la si prepara in tre minuti tre ed è il riposo al fresco a fare il più del lavoro. Se magari pensate che con i tempi ci state, se avete anche messo in conto IL DOLCE DELL' ULTIMO MINUTO, allora potete magari avvantaggiarvi con la pasta frolla al cacao che forse merita la dovuta sosta in frigorifero, anche i cioccolati che userete come decorazione potrete realizzarli in anticipo....io ho usato una stampo carino carino proprio a forma di ovetto di Pasqua ....adesso potrete anche omettere questo dettaglio prettamente pasquale ma diciamo che trascurare i particolare sarebbe un peccato, nel caso sia davvero impossibile pensare agli ovetti...beh...inventatevi qualcosa anche usando la sac a poche o qualche altro espediente dai ^_^! Mi scoccia scappare così presto ma ho più fiati sul collo e devo assolutamte allontanarli.....ahahahhahhhahhahh.....facciamo che vi auguro una BUONISSIMA PASQUA e che non mancherà occasione per correre a vedere se avete combinato qualcosa mentre sarò distratta dal lavoro. Bacione e speriamo splenda il sole prima o poi!

stampo Choco Ice Ovette Pavoni


Crostata con ricotta al caffè con pasta frolla integrale al cacao

Ingredienti
(per uno stampo da 20cm)

Per la pasta frolla integrale al cacao
200g di farina integrale
50g di farina di riso
125g di burro a temperatura ambiente
25g di cacao amaro in polvere
125g di zucchero a velo
1 uovo medio
scorza di 1 arancia non trattata

Per la crema di ricotta al caffè

250g di ricotta vaccina a temperatura ambiente
100g di zucchero di canna
2 caffè espressi (circa 50ml)
6g di agar agar o 5/6g di gelatina in fogli
125ml di panna fresca
1 baccello di vaniglia

Per i cioccolatini decorativi

100g di cioccolato fondente al 70%

Per finire
cacao amaro in polvere q.b.
gruè di cacao q.b.


Procedimento

Preparate i cioccolatini: sminuzzate il cioccolato con un coltello, fondete i 2/3 a bagnomaria e una volta ottenuto un composto liscio ed omogeneo, allontanate dal fuoco e unite il cioccolato restante; amalgamate bene e riempite le impronte dello stampo per cioccolatini, con una spatola eliminate il cioccolato in eccesso e mettete in frigorifero a raffreddare. 

Preparate la pasta frolla: per prima cosa setacciate insieme le due farine e il cacao, poi lasciate da parte (questi saranno gli ingredienti secchi); montate nella ciotola della planetaria  il burro insieme allo zucchero a velo  una volta che il composto risulterà gonfio e omogeneo, unite la scorza dell' arancia, l' uovo intero e una volta assorbito, unite anche gli ingredienti secchi; lavorate il minimo necessario. Una volta ottenuto l' impasto, passatelo su un piano di lavoro, lavoratelo a mano fino ad ottenere un panetto e lasciatelo riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti, per almeno un' ora o fino al giorno dopo.

Una volta trascorso il tempo:


  • Preriscaldate il forno a 180°C.
  • Stendete la pasta frolla al cacao ad uno spessore di 3mm circa e rivestite uno stampo per crostata. Profilate i bordi, con l' aiuto di una forchetta bucherellate il fondo e appoggiate della carta da forno; riempite con i pesi per torta (oppure con dei legumi).
  • Infornate e cuocete in bianco per circa 20 minuti; togliete i pesi e cuocere ancora per altri 10 minuti, finché la pasta risulta dorata.
  • Sfornate, eliminate i pesi o i legumi e lasciate raffreddare.

Preparate la crema di ricotta e caffè:


  • In una ciotola amalgamate la ricotta con lo zucchero, i semi del baccello di vaniglia e i caffè espressi freddi e lasciate a temperatura ambiente.
  • In un pentolino scaldate metà della panna (circa 60ml) e una volta che avrà raggiunto il bollore unite l' agar agar setacciato, mescolate bene per non creare grumi e lasciate cuocere per due minuti.
  • Unite adesso velocemente la panna con l' agar agar al composto alla ricotta e alla panna restante, amalgamate bene la crema e versatela nel guscio di frolla al cacao.
  • Mettete in frigorifero per almeno 4/6 ore.

Decorate la crostata: con il cacao formate un disegno, io ho posizionato al centro della crostata un piattino di carta ed ho poi spolverato con il cacao in modo da formate un cerchio; decorate con i cioccolatini realizzati in precedenza e cospargete con il gruè di cacao.


NOTA: per quanto riguarda l' agar agar (gelificante naturale) purtroppo non tutti i tipi funzionano allo stesso modo, o meglio, non tutti sono performanti in uguale misura, per questa ragione potreste correre il rischio di ottenere una torta traballante e quindi compatta al centro non a sufficienza per essere tagliata; consiglio quindi di testare il proprio agar agar prima di procedere con le dosi indicate.










Share:

27 marzo 2018

Pastiera al cioccolato



La Pastiera Napoletana è un dolce che per le feste Pasquali rifaccio sempre moooolto volentieri...non la faccio per qualcuno in particolare perché in realtà non piace a quasi nessun componente della famiglia....o meglio....la faccio in particolare per me ^_^..... i canditi , ahimè destabilizzano non poco le nane e probabilmente anche  tutta la truppa che di solito mi gira intorno. Pur conoscendo questo dettaglio mi sono sempre rifiutata di prepararla senza...io le ricette tradizionale le faccio come devo essere, su questo non ho mai ceduto....è per questo che di solito la Pastiera la condivido con il posto che si aggiunge a tavola...insomma, quello dell' ultimo minuto e che di solito apprezza sempre tutto. Rifaccio questo dolce ogni anno perché oltre ad amarlo come sapori, adoro proprio prepararlo...non è una ricetta diretta ed immediata, richiede un po' di attenzioni ma forse è proprio questa peculiarità ad attrarmi così tanto. Ad ogni modo, vuoi per necessità o vuoi per portare una ventata di novità, a questo giro ho deciso di mettermi alla prova e di tentare con una versione al cioccolato di questa classica Napoletana


L' idea del cioccolato è arrivata dai colori perché avendo una farina di riso venere da utilizzare volevo che l' effetto cromatico giocasse un ruolo importante...quindi con una frolla decisa e pronunciata e  anche abbastanza scuretta dovevo per forza di cose optare per una farcia che avesse le stesse tonalità. Per questa Pastiera tutta nuova e forse non troppo tradizionale ho comunque cercato di rispettare consistenze e certe note aromatiche...si quindi all' aroma Fiori d' Arancio e si ad una frolla ricca e vellutata.....le gocce di cioccolato hanno preso il posto dei canditi....(e qui si è alzata una hola che gli strilli li hanno sentiti anche oltre mare) ma ricotta e grano sono rimasti incollati al proprio posto dove il cioccolato li ha coccolati avvolgendoli completamente.


tovagliolo HUE table stories


Pastiera al cioccolato

Ingredienti
(per uno stampo da 26cm - teglia in alluminio leggera con bordi svasati alti 4-5cm)

PER LA PASTA FROLLA AL RISO VENERE

330g di farina di riso venere (più 5/6g per la spianatoia)
170g di burro morbido a temperatura ambiente
130g di zucchero a velo
1 uovo grande
2 tuorli grandi
la punta di un cucchiaino di lievito
1ml (mezza filetta) di aroma di fiori d' arancio
1 limone non trattato (solo la scorza)
1 pizzico di sale

PER LA CREMA ALLA RICOTTA

350g di ricotta di pecora perfettamente sgocciolata (almeno 12h prima)
300g di zucchero semolato
3 uova grandi
2 tuorli grandi 
2ml (una fialetta) di aroma di fiori d' arancio
70g di gocce di cioccolato fondente
150g di cioccolato fondente al 70%

PER LA CREMA AL GRANO

300g di grano cotto per pastiere
200g di latte intero fresco
1 arancia (tutta la scorza)
1 limone (tutta la scorza)
30g di burro


Procedimento


LA SERA PRIMA PREPARARE LA PASTA FROLLA e procedere in questo modo: con l' aiuto di una planetaria o con le fruste elettriche, montate il burro morbido con lo zucchero, la scorza del limone grattugiata e l' aroma di fiori d' arancio, per almeno 5 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo; mantenendo una velocità sostenuta delle fruste, unite il tuorlo e lasciare assorbire, unite poi i due tuorli facendo attenzione ad inserire il secondo solo quando il primo sarà stato assorbito dal composto. Una volta ottenuta una crema liscia ed omogenea, unire il sale. Adesso a mano aggiungete la farina di riso venere unita al lievito setacciato e mescolate velocemente con una spatola. In pochi gesti la frolla si compatterà risultando però molto morbida. Trasferitela su una spianatoia e con l' aiuto di poca farina (5-6g), formate una palla, appiattitela il più possibile e avvolgetela in della pellicola per alimenti. Lasciate riposare in frigorifero fino al mattino successivo (12h ma anche 24h); il riposo sarà fondamentale, non usate quindi la frolla prima del tempo stabilito.

PREPARARE LA CREMA ALLA RICOTTA: unite la ricotta sgocciolata allo zucchero, mescolate bene e lasciate riposare nella ciotola coperta con pellicola; lo zucchero si dovrà sciogliere e il composto dovrà risultare omogeneo. Lasciate da parte in un luogo fresco ed asciutto.

PREPARARE LA CREMA AL GRANO: tagliate le scorze degli agrumi con il coltello cercando di non sprecarne neanche un pezzetto; in un pentolino abbastanza capiente, unite il grano, il latte, il burro e tutte le scorze. Cuocete per 25 minuti circa a fuoco basso avendo l' accortezza di girare spesso. Si dovrà ottenere una crema abbastanza vellutata. Allontanate dal fuoco e lasciate raffreddare completamente. Dopo aver eliminato le scorze degli agrumi, sarà possibile frullare parte del grano (100g circa) ma solo nel caso in cui non si gradisca sentire la presenza dei chicchi. Io francamente ho preferito lasciare la crema di grano integra.

A questo tritate finemente il cioccolato fondente e fondetelo a bagnomaria, lasciatelo intiepidire.

SETACCIARE LA RICOTTA: con l’ aiuto di un colino a maglie strette setacciate la ricotta in modo da ottenere una crema perfettamente liscia; unite adesso le uova intere e i tuorli, unite 2ml di aroma di fiori d' arancio, il cioccolato fuso e le gocce di cioccolato. Unite poi la crema fredda di grano e amalgamate il composto. Lasciate in frigorifero coperto con pellicola.

ASSEMBLARE LA PASTIERA: imburrate e infarinare lo stampo; su un piano di lavoro infarinato, stendete 2/3 della frolla (1/3 lasciatelo in frigorifero avvolto nella pellicola servirà per realizzare le strisce) ad uno spessore di 4mm circa e rivestite lo stampo; tagliate la pasta in eccesso e con una forchetta, bucherellate il fondo, posizionate lo stampo in frigorifero e nel frattempo con la frolla rimasta, dopo averla stesa sempre ad uno spessore di 4mm circa, formate 6-8 strisce (a seconda della dimensione dello stampo) larghe più o meno 1,5cm. Estraete dal frigorifero stampo e ripieno; versate il ripieno nella tortiera (è possibile che ne avanzi un po') senza arrivare al bordo, lasciate 6-7mm. Adagiate le prime tre strisce distanziandole di circa 4cm l' una dall' altra; adagiate adesso le altre tre incrociandole sulle precedenti cercando di formare dei rombi. Con un coltello tagliate le strisce nei pressi del bordo avendo l' accortezza di lasciare un piccolo margine; sigillate le strisce al bordo della pastiera. Mettete in frigorifero per due ore circa (questo riposo non farà gonfiare troppo la Pastiera in cottura ed eviterà quindi che si rompa).


COTTURA DELLA PASTIERA: preriscaldate il forno a 170°C (modalità statico), infornate la pastiera sul ripiano più basso e cuocete per la durata di 1h e 20' circa; è possibile che ci vogliano dai 15' ai 20' in più, ciò dipenderà dal forno. L' importante è che la pastiera risulti cotta (prova stecchino al centro), dorata e non bruciata. Se in cottura dovesse gonfiarsi, aprite leggermente il forno e richiudetelo immediatamente. Una volta raggiunta la giusta cottura, spegnete il forno, socchiudere lo sportello e lasciare la Pastiera all' interno per 30' circa. Sfornate e lasciate raffreddare nella teglia. Non toccate la Pastiera per almeno 1 giorno, tale riposo consentirà agli aromi di amalgamarsi tra loro. Conservate il dolce a temperatura ambiente in un luogo fresco e asciutto, coperto da una campana di vetro per tre o quattro giorni circa.





Share:

20 marzo 2018

Budino con miglio e amaretti



Non posso credere di essere in pari con tutto...ehhhhh....tutto o quasi, di certo sono in pari con ricette e lavori da consegnare e sta cosa mi fa strano...la normalità si chiama frettastress  e pressione psicologica che subisco in silenzio ovviamente. Ma sapete che questa calma non mi piace affatto? E' vero che posso dedicarmi meglio alle ricette sul blog ma non voglio allentare i ritmi....fosse mai che poi mi perda e non riesca più a mantenere un livello di attenzione bello alto....hahahahah..potrei sembrare anche masochista vero! Sono abituata a lavorare a ritmi serrati quindi sapete che faccio nel frattempo???!?!? Passerò più spesso da queste parti....cucinerò tutto ciò che mi passa per la testa, lo farò per me...solo per me e per il piacere di farlo, tanto poi lo so che arriveranno momenti critici....la primavera dovrebbe arrivare no??!?!!?? Con quella nei paraggi tutto dovrebbe svegliarsi a allora addio alle giornate trascorse in casa a smanettare in cucina tra forno e spianatoia. 

Per oggi faccio finta di rilassarmi dai, mi preparo l' ultimo caffè della giornata...poi magari anche una tisana al finocchio e nel mentre vi scrivo questa ricetta, una delle quattro pensate per Fior Fiore In Cucina di questo mese. Il tema scelto era il miglio.....ho avuto quest' idea perchè cercando un pò  in giro, di ricette dolci con il miglio solo una grande moria....quindi mi son detta che poteva essere una bella cosa focalizzare il nuovo servizio proprio su questo ingrediente.


Fino ad un pò di tempo fa dicendo miglio forse la maggior parte della gente pensava ai canarini e al mangime che di solito gli si metteva nella ciotola.....hahahahahh....oggi per fortuna è un cereale rivalutato che gode di numerosi pregi e per citarne alcuni:


  • E' ricco di sali minerali come il magnesio e il fosforo ma anche ferro e calcio
  • Contiene vitamine del gruppo B, A, E 
  • E' ricco di acido silicico ed quindi la cura perfetta per unghie, capelli e denti
  • E' molto digeribile
  • Non ha bisogno di ammollo
  • E' ricco di carboidrati quindi un alimento energizzante
  • E' diuretico e ricco di fibre
  • Se decorticato non contiene glutine ^_^ 

100g di Miglio contengono

In cucina come detto anche sopra non ha bisogno di ammollo e scusate se è poco,  è opportuno cuocerlo ma senza lessarlo e scolarlo poi dall' acqua di cottura dato che proprio lì che si concentra tutta la sua ricchezza, sarebbe anche buona norma risciacquarlo con acqua corrente e tostarlo poi per circa 2/3 minuti in un padellino antiaderente. Ritornando al metodo di cottura e parlando in numeri, io di solito lo metto in pentola considerando 1 parte di miglio e 3 parti di acqua, copro con un cerchio e cuocio a fuoco basso finchè il liquido è completamente assorbito, ci voglio circa 10/15 minuti, se lo uso per ricette salate unisco anche un cucchiaio abbondante di olio evo.

Adesso però stop ai discorsi e scriviamo la ricetta di questo BUDINO CON MIGLIO E AMARETTI...adoro gli amaretti e quando posso li aggiungo volentieri ai miei dolci. Occhio però questo dessert al cucchiaio sarà diverso dai suoi simili, il miglio in cottura si poserà sul fondo ma poi quando sarà il momento di affondarci il cucchiaino, sarà il primo che incontrerete....preparatelo e fatemi sapere cosa ne pensate......resterò in dolce attesa...ahahahahahaha...CAPI' ^__________^???!?!?!?

COSA MOLTO IMPORTANTE, utilizzate stampi per budino antiaderenti dato che con l' alluminio la tendenza è quella di far rimanere il prodotto attaccato alle pareti (a me è successo numerose volte)...lo so che gli stampi in alluminio hanno il loro fascino ma un budino tutto scomposto certe volte è tutto tranne che affascinante ^_^.

Budino con miglio e amaretti
Ingredienti
(per uno stampo da budino da 1l circa)


50g di miglio
200ml di acqua

Sciacquate il miglio sotto l’ acqua corrente, tostatelo per pochi minuti in una padella antiaderente e lasciatelo da parte a raffreddare.

Versate l' acqua in una pentola, unite anche il miglio e ponete subito sul fuoco basso; cuocete per circa 15 minuti, fino a quando tutto il liquido sarà stato assorbito, si otterranno circa 200g di prodotto finito.


300ml di latte intero
200ml di panna liquida fresca
80g di zucchero di canna
3 uova
3 tuorli
100g di amaretti sminuzzati finemente

80g di zucchero per il caramello

Procedimento


In un recipiente sbattete le uova intere e i tuorli con lo zucchero, unite gli amaretti (ridotti in polvere utilizzando un cutter), il miglio cotto e ormai freddo, il latte e la panna, mescolate bene e lasciate da parte. In un pentolino antiaderente fate sciogliere lo zucchero e cuocetelo finché otterrete un caramello dorato, versatelo nello stampo scelto (meglio se antiaderente e non di alluminio) e subito dopo versate il composto. Cuocete a bagnomaria in forno preriscaldato a 180° C per circa un’ ora. Il budino sarà cotto quando inserendo uno stecchino all’ interno ne uscirà pulito ma con tracce di caramello sula punta, se a metà cottura la superficie dovesse risultare troppo dorata, coprite con della carta argentata. A cottura ultimata estraete la teglia dal forno, lasciate raffreddare completamente lo stampo lasciandolo nell’ acqua e poi mettetelo in frigorifero a riposare per almeno 4 - 5 ore o fino al giorno dopo. Prima di sformare il budino, passate la lama di un coltello sui bordi per staccarlo e capovolgetelo con un gesto deciso direttamente sul pitto di portata.




Share:
© PANEDOLCEALCIOCCOLATO | All rights reserved.
Blogger Template Crafted by pipdig