24 febbraio 2018

Tartellette con i lamponi


E' un periodo che amo particolarmente dedicarmi alle piccole porzioni, trovo dolcezza e delicatezza estrema in qualcosa di più piccolo...i mignon hanno bisogno di più tempo, di cure particolari ma in definitiva il tempo perso dietro a queste preparazioni è forse quello che scelgo di  dedicare a me stessa. Mi piace "chiudermi" in cucina e da sola, sempre con la musica che si infila in tutte le stanze, mi metto ad impastare la frolla. L' umore altalenante in genere cerco di domarlo restando nel mio silenzio e devo dire che alla fine poi funziona...per stare meglio mi basta un pò di sole e quando  questo scarseggia anche sull' ISOLA corro ai ripari preparando dolci, dolci e ancora dolcetti piccoli e graziosi. 

L' ennesimo post che contempla le mie amate tartetellette  ha avuto modo di essere grazie ad un nuovo lavoro che sto svolgendo per @zuegg, oltre che molto felice per il recente matrimonio tra Panedolcealcioccolato e Zuegg, devo dire che pensare a delle confetture o marmellate da infilare nei miei dolci, con la particolarità di essere utilizzate a crudo...quindi non cotte....è un dettaglio che inizialmente mi ha un pò messa in crisi. Se penso a questi ingredienti d' istinto dico CROSTATA...CIAMBELLA.....ancora crostata e ancora ciambella ma probabilmente anche altro ma sempre pensato e preparato con della confettura cotta......ho dovuto cercare di allontanarmi da questo canonico pensiero ma alla fine non è stato poi difficile.

La ricetta di oggi infatti è preparata con della confettura di lamponi a crudo e probabilmente non avrà niente di particolare...di innovativo neanche nel procedimento ma a me è piaciuta tanto......i colori mi hanno fatto tornare il buonumore e diciamo che ho visto quel SOLE che tanto mi  serviva giusto oggi dove il grigio fa da padrone. Dai allora....le tartellette qui da me le trovate sempre e questa è una certezza, con la speranza di illuminare anche voi, vi lascio gli ingredienti e vi auguro di trascorrere una BELLISSIMA DOMENICA ^______^.



Tartellette con i lamponi


Ingredienti

(per circa 25 mini tartellette)

300g di farina per frolla (W150 - 160)
150g di burro freddo
75g di zucchero a velo
1 uovo medio
scorza di 1 limone non trattato

200g circa di crema pasticcera
200g circa di confettura di lamponi

250g di lamponi freschi

OCCORRENTE

1 stampo da mini muffins
pesi per crostata
mini pirottini di carta
taglia pasta circolare con bordo ondulato (5/6cm di diametro)


Procedimento

Preparate la pasta frolla sbriciolando con la punta delle dita il burro freddo insieme alla farina, lavorate velocemente fino ad ottenere un composto fatto di briciole, grossolano ma uniforme, unite adesso lo zucchero a velo, la scorza del limone e l' uovo intero leggermente sbattuto e lavorare il minimo necessario, fino ad ottenere un impasto omogeneo; lasciatelo riposare in frigorifero avvolto nella pellicola per alimenti, per almeno un' ora.

La pasta frolla ottenuta si potrà conservare in frigorifero per 2/3 giorni al massimo; in congelatore per 30 giorni, chiusa ermeticamente.


Preparate i cestini di pasta frolla cominciando a stendere la pasta ad uno spessore di circa 4mm, con il taglia pasta circolare ricavate tanti dischetti; con questi foderate gli stampi facendo aderire bene la pasta alle pareti, bucherellate con una forchetta, adagiate su ognuno un pirottino di carta e i pesi per crostata. Cuocete in forno preriscaldato, modalità ventilato a 160°C per circa 12 minuti circa poi estraete lo stampo dal forno, eliminate i pirottini e i pesi per torta e proseguite la cottura per altri 7/8 minuti, o fino a che avranno raggiunto un bel colore dorato. Sfornate e lasciate raffreddare. Farcite ogni tartelletta con la confettura di lamponi, coprite con la crema pasticcera e finite con i lamponi freschi precedentemente lavati  e asciugati. Conservate in frigorifero e consumare in giornata.




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14 febbraio 2018

Red Velvet

piatto by Alice in Wonderland di Manuela Metra

Ogni volta che si arriva a questo fatidico giorno mi rifiuto categoricamente di produrre cibo commestibile che abbia anche solo le sembianze di un cuore. Diciamo tutti che odiamo festeggiare San Valentino....io per prima ed infatti nei giorni che lo precedono non faccio di certo la caccia al regalino perfetto o mi faccio mille paranoie nel pensare a cosa di stupefacente cucinerò per cena in quella serata tanto speciale. .....poi però appena ti giri non vedi altro che torte a forma di cuore, cibi super  afrodisiaci e chi più ne ha più ne metta...come se poi stimolassero davvero qualcosa....ahahhahahahah.....pacchetti e pacchettini e "selfie a due" per farci sapere quanto si amano....ahhahhaahah......scusate ma non posso fare a meno di sorridere. Io ovviamente non faccio niente di tutto questo ma quando senza preavviso mi vedo recapitare, bello e infiocchettato un cannello caramellatore ^_______^ come DONO DEL SUO AMORE...allora devo per forza di cose correre ai ripari e cercare di rimediare il rimediabile....la cena ormai è fatta e quasi già impiattata, quindi un pensiero in meno (meno male che ho un marito da bosco e da riviera e che sta col prete e zappa l' orto)...e allora che faccio per non farmi trovare impreparata e con le mani in mano!??!?!??! Corro a comprare un qualcosa...ma che ne so...magari un paio di calzini..ma bellini peroooooò eh.....tanto quelli servono sempre, poi mi appresto a scegliere una bottiglia di vino e cerco di mettere in cantiere un dolcetto dai.....che magari poi ce lo mangiamo per colazione, ma intanto non faccio la figura della moglie che non si cura di un marito che ha pensato a come farmi caramellare la creme brulee. Allora io per ovvi motivi adesso devo correre ai ripari...per fortuna che al dolce per voi ci avevo già pensato da giorni...per San Valentin....perchè non preparate una Red Velvet in versione mini ma che non assumigli neanche lontanamente a cuori e cose troppo poetiche?!?!!???!? ^________^ Adoro tutto ciò che è geometrico, potevo forse quindi cedere a due cuori messi l', magari anche co nà capannucia?!??!??! Non credo e penso anche che un pò ve lo aspettavate. Scappo dai e non posso che augurarvi di passare una bella serata.....con o senza cuori...ma con l' amore che vi ritroverete accanto...oggi ma anche domani!!!!!!




Red Velvet



Ingredienti

Per la base

170g di farina Dolce Soffice
150g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di cacao in polvere
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di aceto bianco
10g di colorante Pink Gusto e Colore

1 uovo grande a temperatura ambiente
150g di olio di semi di Girasole
140g di panna acida
1/2 cucchiaino di aceto bianco

Per la crema al formaggio

125g di mascarpone (freddo di frigorifero)
80g di latte condensato (freddo di frigorifero)
60g di ricotta fresca (fredda di frigorifero)

Per guarnire 

ribes q.b.
zucchero a velo q.b.

Procedimento

Per la base

In una terrina setacciate la farina, il bicarbonato, il cacao, il colorante e poi unite lo zucchero, il sale e mettete da parte. In un' altra terrina sbattete l’ uovo, l' olio, la panna acida e l' aceto finché il tutto non sarà ben amalgamato. Aggiungete altro colorante se il colore non sarà di un rosso intenso. Unite gli ingredienti secchi al composto con le uova mescolando con cura in modo da non formare grumi. Suddividete il composto in degli stampi da mini plumcake precedentemente imburrati ed infarinati; cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 15/20 minuti (verificate la cottura con la tecnica dello stecchino di legno che se inserito al centro, dovrà uscire asciutto e pulito).

Sfornate e lasciate raffreddare.

Sformate le mini Red Velvet, tagliate la parte superiore in modo da ottenere dei rettangoli perfetti e lasciateli da parte.

Per la crema al formaggio

Montate il mascarpone con la ricotta e dopo che la crema avrà incamerato abbastanza aria, unire a filo il latte condensato, montate ancora un po' e lasciate in frigorifero a riposare.

Una volta che la crema si sarà raffreddata bene, decorate le mini Red Velvet prima con lo zucchero a velo e poi con la crema al formaggio formando tante piccole quenelle, finite con i ribes e servite.




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12 febbraio 2018

Tartellette vegan con ribes e lamponi per San Valentino



Queste piccole tartellette sarebbero perette per una cenetta a due.....perooooò...però....però....chi lo dice che non possono essere realizzate anche per una qualsiasi ricorrenza???!!?? Festa di compleanno!?!?!!? Cena con le amiche?!?!?!? Per il loro aspetto forse vanno alla GRANDE per la cena di San Valentino che sta per arrivare, questo non lo nego....ma allora facciamo 'na cosa....queste io ve le giro e le adattate alle vostre esigenze...le rielaborate (se necessario) assecondando i gusti del vostro amore (io oggi ho scelto una ricetta tutta vegana ma se vorrete andare sul tradizionale date pure una sbirciatina qui) e poi magari tra qualche giorno ritorno e cerco di pensare a qualcosa di analogo perché tanto io amo preparare queste chicche....dolcetti mono porzione, bellini bellini e che si mangiano in un sol boccone !!!!!

Stampo microforato FORMASIL di Pavonidea
Per realizzare i gusci di frolla ho utilizzato uno stampo innovativo in FORMASIL, quello con 12 impronte....Formasil è il nuovo progetto sviluppato da Pavoni Italia e il Maestro Leonardo Di Carlo per i professionisti, ora  però disponibile anche per il settore consumer e quindi anche per noi comuni mortali ^_^. E' ideale per realizzare prodotti sia dolci che salati, è semplice e veloce da usare, con Formasil si ottiene una cottura uniforme anche dei prodotti da forno che faticano a cuocere. Io mi ci sono trovata benissimo perché con questo nuovo stampo tutto interamente microforato e dotato di tante "impronte", è davvero un gioco da ragazzi riuscire a realizzare dei gusci di frolla...non serve ricorre a mosse strategiche come quella di congelare la frolla o stenderla a spessori troppo sottili, anche i meno esperti riusciranno ad utilizzarlo e dopo averlo provato sarà difficile tornare alle vecchie abitudini ^_________^!



Tartellette vegan con ribes e lamponi

Ingredienti
(per circa 12 tartellette)

Per la pasta frolla


85g di farina 0
25g di farina Tipo 1
100g di farina di farro
65g di mandorle ridotte in polvere
50g di olio di riso
50g di latte di avena 
80g di zucchero di canna
1 cucchiaino di sciroppo d’acero 
la scorza di 1 limone non trattato
2g di lievito


Emulsionate insieme l’olio, lo zucchero, lo sciroppo d’acero e il latte di avena, lasciate da parte (questi saranno gli ingredienti liquidi). Nella ciotola della planetaria setacciate tutte le farine compreso il lievito, unite anche la polvere di mandorle,  la scorza del limone e tutti gli ingredienti liquidi;  iniziate ad impastare utilizzando il gancio a foglia, lavorate giusto il tempo necessario, finché gli ingredienti staranno insieme; successivamente passate su una spianatoia e lavorate a mano fino a formare un panetto abbastanza piatto; avvolgetelo in della pellicola per alimenti e conservate in frigorifero per un’ora. 


Per la crema 

190g di latte di soia
125g di panna vegetale 
60g di zucchero di canna chiaro
25g di amido di mais
10g di amido di riso
1 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino di curcuma


Setacciate gli amidi insieme alla curcuma e lasciate da parte. In una casseruola unite il latte di soia, la panna vegetale, i semi e il baccello di vaniglia e lo zucchero. Portate a bollore e versate i liquidi bollenti sugli amidi, mescolate bene in modo da non avere grumi, rimettere sul fuoco. Sempre girando cuocete fino a consistenza. Versate la crema in un recipiente pulito, mettete la pellicola per alimenti a contatto e lasciate raffreddare.


Per guarnire

250g di lamponi
250g di ribes
gelatina di albicocche q.b.



FORMATE LE TARTELETTE: estraete la pasta frolla dal frigorifero e su un piano di lavoro pulito e leggermente infarinato stendetela ad un spessore di circa 4mm, con un coppa pasta circolare del diametro di 8 cm circa,  formate tanti dischi e utilizzateli per rivestire gli incavi dello stampo per tartellette in Formasil (se non disponete di questo stampo seguite le indicazioni di questo post per realizzare comunque dei gusci per tartellette); mettete in frigorifero e lasciate riposare per mezz' ora. Una volta trascorso il tempo cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti o fino a doratura. Quando i gusci di frolla saranno cotti, estraete lo stampo dal fono, lasciate intiepidire e solo dopo sformate e lasciate raffreddare su una gratella per dolci.

FARCITE LE TARTELLETTE:  farcite ogni tartelletta con la crema e con la frutta precedentemente lavata,  e asciugata, scaldate poca gelatina di albicocche e con l' aiuto di un pennello, usatela per ricoprire tutta la frutta. Servite subito o  conservate in frigorifero (consumate in giornata^___^).





tovagliolo in lino HUE table stories

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10 febbraio 2018

Castagnole Multicolor



Quando scatto una foto il mio intento è sempre quello di rendere il piatto invitante, in una pagina web non si sentono né odori né sapori, solo la vista resta appagata ed è per questo che una foto per rendere bene l' idea e arrivare dritta al cuore, deve faticare il doppio se non il triplo. Ad ogni singolo scatto chiedo sempre molto, mi concentro solo sul cibo, poco altro lo deve circondare, è importante non allontanarmi mai dalla realtà, sul piano di “lavoro” quindi solo oggetti davvero utili e magari utensili che sul serio utilizzo in cucina...il coltello per esempio lo preferisco sporco, deve essere evidente che sia stato utilizzato poco prima per tagliare la fetta di torta....sul tagliere o sul tovagliato certe volte è utile che ci siano briciole, segno evidente di un vissuto...insomma poi pochi oggetti scenografici perché il mio banco di lavoro è lo stesso che apparecchio ogni giorno.

Certo è che ciò che vado a presentare virtualmente deve poter invogliare l’ osservatore, la foto deve trasmette tutta la bontà che racchiude il piatto e questo anche perchè  il sudore perso dietro ad una banale ricetta (che sembra banale…occhio…) è davvero tanto, quindi un' immagine di food deve suscitare nell' osservatore il desiderio di voler avere subito sulla propria tavola ciò che la vista cattura….la fotografia deve emozionare, in senso positivo però. Chi lavora come me deve per forza di cose ricoprire tre ruoli fondamentali ovvero l’ esecutore della ricetta, chi sgambetta in cucina e si districa tra "professionalità" e originalità, tra coerenza e rigore e tra intuito e buonsenso...il tutto condito dal fatto che a casa tutto il resto scorre...vita, lavoro e magagne continue (il campanello per esempio suona sempre quando meno te lo aspetti ^__^ fidatevi....);

il food stylist che rappresenta chi si prende cura dello scatto, ovvero chi controlla che i props siano adeguati ad interpretare il mood richiesto, chi stira la tovaglietta o anche chi la tovaglietta la fa volare giù dal tavolo perchè di troppo....chi diciamo crea l' immagine ritenuta "giusta" per quello stile.....chi deve rendere accattivante e gustoso un piatto da immortalare in uno scatto fotografico;  

e poi per ultimo (ma non per ordine d' importanza) il fotografo che vive in simbiosi con lo stylist ma che deve occuparsi delle luci da sfruttare (per me sempre NATURALI), dell' inquadratura e di tutto quello che poi gira intorno alla post - produzione, deve però in primis poter riconoscere sempre se stesso attraverso lo scatto, deve saper raccontare una storia attraverso le immagini, deve in sintesi parlare pur stando muto. 

Fare il mio lavoro significa tutto questo, significa faticare il triplo ma forse prendersi triple soddisfazioni quando ciò che creo poi mi soddisfa in pieno. 

Ciò che mi rimprovero sempre è la fretta però (e qui mi riallaccio al campanello che suona  sempre quando meno te lo aspetti)....quanto odio lavorare con i minuti contanti o con quattro occhi puntati contro a dirmi....."MAMMA TI MUOVIIIIIII"...ma che vuoi...c' est la vie e guai a dimenticarselo!! Comunque oggi tutto stò gran discorso dedicato alla fotografia (e probabilmente sono stata anche troppo sintetica, tralasciando volutamente alcuni aspetti per non risultare pesantuccia) solo perchè il grande amore che mi lega a lei è immenso. In relazione al mio lavoro, la cucina resta sempre il punto da cui partire....senza una buona ricetta, pensata, elaborata, studiata e ristudiata ma poi provata fino ad arrivare alla perfezione (la mia modesta perfezione ovviamente), l' articolo pubblicato non avrebbe senso...la fotografia però è poi il coronamento del sogno che si realizza....si si.....per me ogni ricetta RIUSCITA e ben fotografata è un qualcosa che mi rende felice.....ad ogni post un traguardo e ad ogni traguardo una crescita!!!!

tovagliolo Stay Store

Se quindi di traguardi si deve parlare, oggi tocca a loro...a queste piccole castagnole colorate preparate qualche giorno fa e che meritavano assolutamente di essere condivise, i coloranti alimentari che ho usato sono naturali al 100% e fanno parte dell' assortimento di GUSTO e COLORE dell' azienda Molini Spigadoro. Corro a scrivervi la ricetta...bacione e alla prossima...^____^!


Castagnole Multicolor


Ingredienti

Impasto per ogni colore scelto:

100g di farina Pasticceria
2g di lievito per dolci in polvere
20g di zucchero semolato
25g di burro a temperatura ambiente
30g di albume
10ml di liquore a piacere
5g di colorante Gusto e Colore

inoltre serve:

olio di arachide q.b.
zucchero semolato q.b.
zucchero a velo q.b.


Procedimento


Nella ciotola della planetaria (o su un piano di lavoro pulito ed infarinato), impastate tutti gli ingredienti (consiglio di sciogliere prima il colorante nell’ albume in modo da evitare chiazze di colore non gradevoli alla vista) e formate un impasto grossolano ma abbastanza omogeneo, senza lavorarlo troppo. Lasciatelo riposare avvolto in della pellicola per alimenti, per mezz’ ora a temperatura ambiente. Formate le Castagnole prelevando sempre la stessa porzione d' impasto, formate quindi tante piccole palline e friggetele in abbondante olio di arachide a 175°C. Scolate su carta assorbente e dopo poco passate le Castagnole nello zucchero semolato. Una volta fredde spolverate con lo zucchero a velo e servite. Consumate in giornata.






sottobicchieri in marmo di MARMOLOVE

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5 febbraio 2018

Castagnole con sciroppo d' acero al Marsala



Febbraio è il mese più romantico, quello in cui l' inverno è ancora così ben voluto (almeno per me)...adoro l' atmosfera che i mesi più freddi sanno ricreare, giorni fatti di plaid e dove il calore della stufa suona le sue note migliori, in questo periodo posso finalmente rilassarmi, riesco a pensare al lavoro...quello duro intendo...in modo più distaccato, so che tornerà non appena riapparirà il sole ma il fatto di poterlo considerare ancora lontano mi fa affrontare quello più leggero nel migliore dei modi. Il freddo mi consente di ragionare meglio anche se entro in una sorta di letargo...bhè...non proprio un sonno profondo, diciamo un dormiveglia piacevole dove la vita scorre, con i pro e i contro e dove il conforto di una tisana bollente con i suoi biscotti da inzuppo mi danno la spinta giusta per "creare" e coccolare chi voglio. Febbraio però è anche il mese dove festeggiamo il Carnevale e la tradizione non può non vedermi armeggiare tra i suoi meravigliosi fritti....forse è la festa che amo di più se penso ai dolci, le castagnole per esempio le adoro in tutte le vesti e nel blog infatti ne potete trovare di diversi tipi, nell' archivio ricordo quelle alla ricottaquelle classiche e ancora quelle integrali al Porto e quelle senza glutine e senza lattosio. Dovendo pensare a nuove varianti non ho potuto resistere allo sciroppo d' acero, mi piace utilizzarlo al posto del comune saccarosio, se posso cerco proprio di sostituirlo completamente e infatti tale sorte è capitata a queste castagnole pensate per la rubrica appena uscita su Fiorfiore In Cucina Coop.

La ricetta protagonista di oggi quindi saranno delle castagnole preparate appunto con sciroppo d' acero e aromatizzate al Marsala, per preparare l' impasto, insieme ad una farina bianca ho utilizzato anche un po' di quella interale, giusto per dare al dolcetto quel colore leggermente ambrato...poi uova, burro (poco però...^_^) e un po' di latte. Mi piace preparare queste ricette perché sono immediate, nel senso che il più del lavoro lo faccio con il pensiero...poi mettersi con le mani in pasta e ritrovarsi con la padella colma di olio bollente è qualcosa che viaggia di pari passo. Non c'è niente da fare...il carnevale è sempre qualcosa che porta allegria e anche in cucina succede  proprio questo...un pomeriggio passato a "giocare" tra i fornelli con i propri nani è meglio di una cascata di coriandoli....poi tutti con le mani sporche e il sorriso stampato in bocca. Ah...ma lo zucchero sparso per casa ???!?!? Se lo avete sottovalutato...sarà certo che cambierete idea...^____^!



Castagnole integrali con sciroppo d’ acero al Marsala

Ingredienti
(Per circa 1Kg di Castagnole)


300g di farina 00 W180
50g di fecola di patate
160g di farina integrale
10g di lievito per dolci in polvere
90g di sciroppo d’ acero
50ml di latte
1 pizzico di sale (1 g circa)
la scorza di  due limoni non trattati (5 g circa)
60g di burro a temperatura ambiente
2 uova medie
50ml di Marsala (vino liquoroso)

cosa serve inoltre:

olio di arachide q.b.
zucchero semolato q.b.
zucchero a velo q.b.
zuccherini colorati q.b.

Procedimento

Nella ciotola della planetaria (o su un piano di lavoro pulito ed infarinato), impastate tutti gli ingredienti e formate un impasto liscio.  Lasciatelo riposare avvolto in della pellicola per alimenti, per 1 ora a temperatura ambiente, o anche per tutta la notte in frigorifero. Formate le castagnole prelevando sempre la stessa porzione d 'impasto, formate tante piccole palline e friggetele in abbondante olio di arachide a 175 ° C. Scolate su carta assorbente e dopo poco passate le castagnole nello zucchero semolato. Una volta fredde, spolverate con lo zucchero a velo, cospargete con gli zuccherini colorati e servite. Consumate in giornata come tutti i fritti.





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1 febbraio 2018

Biscotti con miglio avena e ceci (senza uova)


Senza dubbio io non mi nutro di soli biscotti, cake e altri dolci da credenza.....ahahhaha...questo è ovvio...magari ciò che si intravede dalle finestre di casa potrebbe far presupporre il contrario, ma la mia vita dopo il pranzo e la cena, gira tutta intorno a roba dolce, sono sempre fortemente attratta dalla pasticceria in genere, della quale ammiro i grandi nomi, le grandi creazioni restando sempre a bocca aperta come imbambolata. Il fattore "dolce" mi arriva forte e chiaro...è come se zucchero e farina mi chiamassero dagli scaffali e se è vero che la pasticceria richiede rigore, precisione, regole ferree e anche raffinatezza, il mio approccio d' altro canto resta umile, per scelta più casereccio...rustico talvolta, forse in linea con quello che sono e che mi piace mangiare sul serio. In cucina passo la maggior parte della giornata, il pranzo e la cena quasi sempre li preparo per primi, quando resto sola dopo il secondo caffè....parto a gamba tesa con cipolla, soffritto, con i sughi (quello di pomodoro e di carne guai a mancare), con gli stufati e giù di lì...insomma con quello che poi la truppa reclama verso le due del primo pomeriggio (noi mangiamo a quell' ora...la scuola ci impone questo ritmo....). Finito il primo round passo al dolce.....finalmente......di solito ne preparo uno o due al giorno, cerco di alternare un dolce al cucchiaio con una cake o dei biscotti..tutte cose che "devo" preparare per lavoro, assaggiare, valutare e poi lasciare per casa in attesa che qualcuno gli faccia fare la giusta fine. Lavorando con il cibo può anche capitarmi il servizio per un menù salato ma è francamente una cosa rara....tutto ciò che arriva è dolce e questo credo avvenga per una sorta di selezione naturale, è talmente forte quello che mi lega alla pasticceria che anche chi mi osserva non può ignorarne l' esistenza. Quindi abbiamo detto che i dolci di casa mia sono quasi tutti su commissione o comunque sono ricette che andranno a finire su rubriche di cucina o altro (ultimamente sono così tante che è così che va alla fine...e il tempo per fare qualcosa di extra  è praticamente impossibile pretenderlo)....la grande fortuna che ho però è che quasi sempre posso scegliere in autonomia...quindi produco, sviluppo il servizio ma poi il tavolo mi resta pieno di dolci e biscotti che sempre adoro...che quasi tutti in casa amiamo sgranocchiare tra una cosa e un' altra nel corso della giornata. Preparare la stessa ciambella o gli stessi biscotti maiiiiiiii......succede quando devo accontentare amici o per esigenze particolari, ricette collaudate e sicure, i miei cavalli di battaglia sono la cheesecake, la torta al cioccolato ma cioccolatosa con un sacco di uova....la crostata con confettura di frutti di bosco o comunque scura...mirtilli, ciliegia o lamponi.....e la torta al semolino (non tutte queste ricette sono però presenti nel blog, non chiedetemi perché ma rimedierò...promesso)....purtroppo o per fortuna qui è sempre tutto una novità. Il marito però non ama particolarmente gli esperimenti....già...quando lo sento borbottare la frase..."ma non c'è niente di normale oggi di dolce???"!?!??!?!?!?....." allora ecco che parto con la solita pasta frolla e sono certa di farlo contento. I biscotti di oggi però sono una novità eccome ma li farò diventare noiosissimi per quanto sono buoni, ma una novità nata tra una ricetta e l' altra a cui stavo lavorando  e quindi solo ed esclusivamente miei, scelti e riscelti per me e non sapete quanto sono felice quando succedono queste cose. Mentre testavo  il sapore e anche la capacità di assorbire i liquidi della la farina di ceci e di altre senza glutine, ho potuto notare come una sola variabile modificava il resto degli ingredienti ed è così che sono arrivata alla ricetta in questione....dei biscotti senza uova preparati con farina di avena (dolcissima...meravigliosa) e farina di ceci (insieme queste due funzionano alla grandissima), resi croccanti dalla presenza del miglio che ho semplicemente sciacquato e tostato prima di inserirlo nell' impasto. Provateli, sono friabili e adorabili e poi fatemi sapere cosa ne pensate....^_^.



Biscotti con avena ceci e miglio - senza uova


Ingredienti
per circa 15 biscotti


150g di farina di avena
20g di farina di ceci
20g di farina di riso
40g di zucchero di canna + altro per guarnire
80g di burro freddo di frigorifero
40g di miglio
1 baccello di vaniglia

zucchero di canna q.b.



Procedimento

Sciacquate il miglio sotto l’ acqua corrente, tostatelo per pochi minuti in una padella antiaderente e lasciatelo da parte a raffreddare. In una ciotola unite la farina di ceci, di riso e quella di avena, il miglio tostato, lo zucchero, il burro freddo tagliato a dadini e i semi del baccello di vaniglia; con la punta delle dita iniziate a lavorare gli ingredienti in modo da ottenere un composto sbriciolato, lavorate quindi ancora, giusto il tempo necessario per ottenere un composto omogeneo. Con l’ impasto ottenuto formate una palla, avvolgetela in della pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ ora. Trascorso il tempo stendete la pasta ad uno spessore di 5mm circa (potrete anche decidere di stendere la pasta frolla ad uno spessore maggiore), formate i biscotti, adagiateli su una placca rivestita con carta da forno e cospargeteli con lo zucchero di canna. Cuocete in forno preriscaldato a 170°C per circa 15 minuti o fino a doratura. Prima di toccare i biscotti aspettate che siano completamente freddi dato che risulteranno essere molto friabili ^_^.







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