29 gennaio 2018

Biscotti al grano saraceno senza lattosio


Quando ho dovuto pensare a come usare questa confettura di lamponi in una ricetta dolce, non ho avuto esitazioni; doveva essere rustica, croccante, semplice ma senza ombra di dubbio preparata con della farina di grano saraceno. Lamponi e "Saraceno" si attraggono, per chi non lo sapesse, il loro amore è magnetico, stanno bene insieme, si legano tra colori e sfumature di sapori...vanno proprio d' accordo ed è un peccato quando per cause di forza maggiore, non possono stare insieme. Se c'è una cosa che non sopporto è proprio quella di separare chi si ama...allontanare chi per cause naturali è per davvero l' altra metà. Non sono pazza ma solo convintissima che questi due siano fatti per viaggiare insieme..li avete mai incontrati? Avete mai avuto l' occasione di vederli da vicino? Noooooo....non avete mai avuto l' occasione o goduto di un incontro di tale spessore ??!?!?? Ma sono anni che si vedono in giro mano nella mano... torte preparate con la farina di grano saraceno e poi farcite con palettate di confettura ai lamponi si sono sprecate in questi anni.....ahahaahhaahhhh....impossibile che vi siano sfuggite, o eravate tutti impegnati con la torta magica (altra moda o tormentone...^_^) o dormivate sodo. Vabbè...facciamo che c'è sempre il modo di rimediare e facciamo che oggi vedo di mettervi nella condizione di poter unire in matrimonio Lampone e Saraceno....rito civile per me però...ahahhahhahh..non me ne vogliate!

tovagliolo in lino HUE table stories

Biscotti al grano saraceno senza lattosio


Ingredienti

(per circa 25 biscotti)

165g di farina di grano saraceno
100g di farina di avena
100g di farina di farro
2g di lievito in polvere per dolci
1 pizzco di sale
40g di zucchero di canna 
100g di olio di girasole
1 uovo medio
100g di latte di soia


zucchero di canna q.b.
latte di soia q,b,
confettura ai lamponi q.b.



Nella ciotola della planetaria setacciate insieme le farine e il lievito, unite il sale e lasciate da parte. In un recipiente alto e stretto unite lo zucchero, l’ olio, l’ uovo e il latte di soia e con un frullatore ad immersione emulsionate gli ingredienti liquidi finché otterrete un composto omogeneo; versate il composto ottenuto nella ciotola della planetaria e con il gancio a foglia iniziate ad impastare ad una velocità media, lavorate il meno possibile, giusto il tempo necessario per amalgamare gli ingredienti. Passate l’ impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e formate un panetto abbastanza regolare. Adesso posizionate la pasta ottenuta fra due fogli di carta da forno e con l’ aiuto di un matterello stendete ad uno spessore di circa 3mm. Formate i biscotti utilizzando un coppa pasta circolare e su almeno la metà dei biscotti ottenuti, formate un foro centrale utilizzando un coppa pasta più piccolo. Posizionate i biscotti su una teglia rivestita con carta da forno, spennellate i biscotti con il foro centrale con il latte di soia  e cospargeteli con dello zucchero di canna. Cuocete in forno a 170° C per circa 10/12 minuti o finché risulteranno belli dorati. Sfornate e lasciate raffreddare. Farcite con la confettura di lamponi sovrapponendo due diversi dischetti alla volta.




confettura di lamponi Zuegg

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23 gennaio 2018

Madeleine con gocce di cioccolato


Le mie mani in effetti odorano sempre di burro...anche se le intenzioni sarebbero quelle di stargli  alla larga, quando a fine giornata mi ritrovo a passarmi le dita tra i capelli, la sola cosa che riesco a riconoscere è quel'  inconfondibile profumo di latte, di panna e converrete con me che è davvero inconfondibile. Il burro in un dolce lo si riconosce all' istante, lo rende soffice, profumato, umido e anche a distanza di giorni la consistenza migliora e gli aromi si amplificano. Mi trovo spesso a preparare ricette "burrose" per un sacco di buoni motivi, in effetti se devo impastare qualcosa per me al volo, per la colazione ad esempio, è certo che cerco di usarlo con parsimonia, magari lo sostituisco con poco olio, ma francamente non sono sola in casa, le nanette con marito al seguito hanno le loro esigenze e anche il mio lavoro mi impone un impiego non indifferente di questo meraviglioso ingrediente...e quindi quando devo usarlo, vuoi per fonderlo per la solita cake, vuoi per ungere una teglia o vuoi solamente per metterne un po' nella padella...la sola cosa che utilizzo per prenderlo sono le mani. Mi piace sentire la sua consistenza sotto i polpastrelli, che sia morbido a temperatura ambiante o freddo di frigorifero non ha importanza...non posso fare a meno di maneggiarlo, spesso avvicino anche il viso alla ciotola nella quale sto armeggiando per sentire i profumi che sprigionano gli ingredienti scelti. Non so come dire....mhmmmmm...credo di avere una strana dipendenza da certi aromi e  consistenze che se potessi userei come cura...il burro per le mani è in effetti un toccasana, perché se avete la pelle secca come la mia, allora state in una botte di ferro....aahahahaha....spalmato a mò unguento fidatevi che migliora quelle fastidiose spaccature che arrivano puntuali sulle mie nocche. Sarebbe un buona abitudine spalmarsi un po' di crema ogni tanto piuttosto che andare avanti con paccate di burro...^_^....non sempre unire l' utile al dilettevole è da sposare come tesi....sù via....prometto che il burro lo metterò solo nei dolci, croce sul cuore...giuro...anzi, giurin giurello che suona anche meglio. Promessa che già vede gettate le sue fondamenta...eh già...perché le Madeleines non possono non averlo...lui...il burro intendo, forse qualche esperimento l' avrò anche fatto (e quelli come faccio a non farli.....sono il mio pane), con certezza ne avrò preparate senza quello e senza questo...però quelle con...mi fanno innamorare ogni volta. Sarà che San Valentino sta per arrivare...sarà che in questo periodo mi sento particolarmente romantica....(ahahah..non so però per quanto durerà stò periodo)...sarà....ma questi dolcetti riescono a farmi tornare una ragazzina, spensierata, innamorata e con la testa piena di sogni ed io non posso che condividerli con voi. Oggi con gocce di cioccolato e via con la ricetta ^____^.
stampo per Madeleine Pavoni
tovaglioli in lino HUE table stories

Burro e gobbetta sono le due prerogative delle Madeleines che sono dei piccoli dolcetti a forma di conchiglia che ad onor del vero, si dovrebbero inzuppare nel tè..o almeno è così che faceva lui. Le mie forse non saranno come quelle che mangiava Proust e forse caffè è meglio che tè (almeno per me) ma una cosa è certa, sapevano di burro, avevano la gobba e anche la conchiglia ci stava tutta...


Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una “cappasanta”. E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato che s’ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua casa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Cosa significava? Dove afferrarla? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda.
                                                                                          (Dalla parte di Swam - Marcel Proust)



Madeleine con gocce di cioccolato

Ingredienti
(per circa 20 Madeleines)


170g di burro 
170g di farina 00
6g di lievito in polvere per dolci
130g di zucchero semolato
un pizzico di cale
2 uova grandi
30g di miele Millefiori
50g di latte intero
100g di gocce di cioccolato fondente


La sera prima: sciogliete il burro a bagnomaria e lasciatelo intiepidire, in una ciotola setacciate la farina con il lievito, unite poi lo zucchero e il sale, con un cucchiaio di legno date una veloce mescolata e aggiungete il burro sciolto ormai tiepido, le uova leggermente sbattute, il miele e il latte. Amalgamate bene il composto che dovrà risultare liscio e cremoso, aggiungete le gocce di cioccolato, coprire la ciotola con della pellicola per alimenti e mettetela in frigorifero per tutta la notte. Il mattino seguente estraete la ciotola dal frigorifero, prendete uno stampo classico da Madeleine, imburratelo bene (io ne ho utilizzato uno in silicone quindi non è stato necessario farlo) e con l'aiuto di un sac a poche riempite con  l’impasto per 3/4 ogni incavo dello stampo. Infornate in forno statico già caldo a 200° C per 8 minuti poi abbassate la temperatura a 180° C  e proseguite per altri 10 minuti ( ovviamente i tempi di cottura potranno variare a seconda del forno e della grandezza delle Madeleines). Sfornatele quando saranno dorate e avranno formato la caratteristica gobbetta, toglietele subito dallo stampo e lasciatele raffreddare su una gratella.





stampo per Madeleine Pavoni
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15 gennaio 2018

Brioche con il tuppo


Mi siedo e riprendo fiato...quando riesco a restare sola in casa la prima cosa che faccio è catapultarmi alla mia scrivania e finalmente riprendo da dove ero rimasta, caffè alla mano ovviamente (il secondo, il terzo e forse forse....). Oggi è una di quelle giornate positive, dove tutto è iniziato bene...la sveglia in effetti ha suonato in anticipo e questo perché di "figlie che devono studiare anche all' alba" qui ne abbiamo...quindi vuoi per dovere, vuoi per piacere, quando mi alzo preso mi sento già in vantaggio su tutto il fronte. Mentre la piccina sfogliava il libro decisamente ancora assonnata e con le cispiette sempre appiccicate agli occhi, il mio caffè  che si apprestava a riempire fino al bordo la tazzina, era il solo rumore che riuscivo a sentire in casa e tutto questo silenzio che io chiamo PACE, già mi faceva presagire l' inizio di qualcosa di buono. Pranzo e cena sono già pronti e scusate se è poco...la casa non brilla...ok...ma magari è ordinata e pulita (bagno, aspirapolvere e straccio sono stati archiviati anche oggi)...poi...quelle due lavatrici fatte ieri adesso stanno già stirate e ripiegate nei cassetti.....e quiiiiiiii.....scusate se è pocooooooo....ahahahahaha.....odio stirare, s'è capito e comunque il mio solito mucchio incolto è sempre nello stanzino, magari più tardi vedrò di alleggerirlo un po'!?!?!?? Poi..poi.....vediamo....ahhhh....alle 16 riprendo la palestra che avevo abbandonato i primi di Dicembre, quindi la missione corpo e mente sani, con il ritorno sul tapis roulant, direi che è in fase di avvio. Se poi ci metti che sto per pubblicare una nuova ricetta, che potrei essere a buon punto con il resto del lavoro...oserei dire altro che giornata positiva....GIORNATONA DA REGINA, quindi dato che posso godere di tutto questo vantaggio, vediamo di sfruttarlo al meglio e vediamo di parlare di ricette, perché poi va a finire che mi perdo nelle solite chiacchiere, che il tempo vola e mi ritrovo sempre con il post fermo ai box senza riuscire a decollare mai!



  Allora la brioche con il tuppo ha avuto la meglio, ho lasciato indietro biscotti e torta di mele ma anche altre cake farcite e quelle due o tre cremine in barattolo spalmabili. Già già....è tornato per me il piacere di impastare brioche e di restare inebriata dal profumo che poi si sprigiona e invade tutta la casa, i lievitati home made sono un qualcosa che capisci al volo...hanno anche un raggio d' azione bello ampio....^_^...nel senso che per chi gli gira intorno è impossibile resistergli e sbocconcellarli quando ancora tiepidi è un classico. Solitamente a casa amiamo il formato famiglia, della brioche intendo, cerco sempre di prepararla in cassetta di modo che poi affettarla è più facile, si mantiene anche meglio a dire il vero. Le versioni mini però mi divertono sempre un botto e dato che anche questo è un fattore fondamentale da non trascurare nel modo più assoluto, oggi andiamo "con il tuppo" con formato mini...ma si dai...così anche le bimbe sono contente e la merenda da portare a scuola per domani è già in cantiere.


Questa ricetta è una delle quattro presenti su Fiorfiore in Cucina Coop di questo mese, per questa sezione dedicata ai lievitati ho cercato di variare non solo nella forma ma anche sul tipo di lievito utilizzato, lievito madre e lievito di birra anche per dare una chance a chi non può impastare i propri lievitati con una pasta acida. Se non avete ancora preso il numero di Gennaio, io intanto vedo di anticiparvi qualcosa qui....vi abbraccio forte forte e vi auguro una SUPER BUONA GIORNATA!

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Brioche con il tuppo a lievitazione mista



Ingredienti
(per circa 12 brioche)

450g di faina Manitoba
100g di levito madre
2g di lievito di birra fresco
250g di latte intero a temperatura ambiente
30g di panna fresca
90g di zucchero semolato
1 uovo medio
2 tuorli
1 pizzico di sale
125g di burro a temperatura ambiente
la scorza di 2 arance non trattate
la scorza di 1 limone non trattato

1 uovo




Mettete nella ciotola della planetaria la farina, il lievito madre e quello di birra fresco, il latte, la panna, lo zucchero e l’ uovo; impastate fino ad incordare l’ impasto poi unite i tuorli, uno alla volta e il sale, una volta assorbiti questi ultimi ingredienti, incorporate il burro unito in precedenza alle scorze degli agrumi. Incordate nuovamente l’ impasto, rovesciatelo su un piano di lavoro pulito, formate una palla e lasciatela lievitare all’ interno di una ciotola, coperta con pellicola per alimenti, per circa due ore (dovrà partire la lievitazione). Trascorso il tempo trasferite la ciotola in frigorifero per almeno 12 ore. Una volta trascorso il tempo, estraete la ciotola dal frigorifero e formate le brioche con il tuppo in questo modo: dividete l’ impasto in 12 parti uguali e da ciascuna porzione ricavatene una più piccola (circa 12g), con la porzione più grande formate una palla e con quella più piccola una pallina più piccola leggermente più allungata da un lato, bucate adesso al centro la palla più grande e fate passare dal buco la palla più piccola in modo da lasciare la parte allungata all’ interno. Posizionate le brioches ottenute all’ interno di un pirottino di carta, oppure adagiatele direttamente su una placca rivestita con carta da forno, coprite con un canovaccio leggermente inumidito e lasciate lievitare fino al raddoppio. Preriscaldate il forno a 180° C,  spennellate con l’ uovo sbattuto, infornate e cuocete per circa 15 minuti o fino a doratura. Sfornate e lasciate intiepidire prima di servire.


CURIOSITA': la brioche col tuppo è un dolce tipico della pasticceria siciliana e tendenzialmente è accompagnata un' altra "perla" appartenente sempre alla stessa regione ovvero la granita. Il nome di queste deliziose briche deriva dalla loro forma che ricorda il classico chignon che le donne siciliane di un tempo portavano, nome che nel  loro dialetto si chiama proprio tuppo.



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8 gennaio 2018

Tartufi con biscotti e torrone



Questa ricetta risale a parecchio tempo fa, è stata una delle prime preparate per Fiorfiore in cucina Coop, era un servizio dedicato ai dolci del riciclo...in effetti in questo periodo, quando anche la vecchietta con "pezzola" e scopa di saggina è volata via (...la pezzola sapete cos'è vero...dai il foulard da testa ^_^...) e anche quando lucine e palline hanno ripreso il loro posto in soffitta, i dolci che restano in casa sono sempre troppi. Cosa fare quindi con panettoni, pandori e torroni in confezioni magari già aperte?!?!? Bhè...mettersi alla via con dolci troppo complicati anche no....dopo le feste c'è bisogno di riposo, si però a preparazioni semplici, magari anche ricettine senza la necessità di accendere il forno. Nonostante la stanchezza e anche dopo il Natale, non riesco proprio a stare lontana dalla mia cucina....mi lamento...sbuffo ma poi alla fine, sempre con le mani sporche nella ciotola mi ritrovo. Questi tartufi infatti sono nati proprio così...sporcandomi le mani e cercando di riciclare i resti delle feste. Avevo un pò di torrone da smaltire, poi anche biscotti secchi e della panna che necessitavano di essere usati a breve, ecco quindi che penso ai tartufi. Adesso non ditemi che non amate queste piccole palline attraenti e che non avete neanche un pezzetto di torrone avanzato lì appoggiato sulla credenza dentro al cestino di vimini che fa compagnia a noci e a datteri.......ahahahhhah...c'ho preso???!?!?? Avete anche voi lo stesso cestino che ho io? Dai su...corro a scrivere gli ingredienti di oggi e vedo di capire da dove cominciare domani....mhmmmmm....biscotti o torta di mele, oppure una bella cremina spalmabile piuttosto di una super cake vestita a festa? Vediamo cosa mi suggerite voi....grazieeeeeeee sempre e un bacione enorme ovviamente.



Tartufi con biscotti e torrone

Ingredienti
(per circa 40 tartufini)

280g di cioccolato fondente a scaglie
200ml di panna fresca
20g di mascarpone
50g di torrone duro tritato finemente
50g di biscotti sbriciolati finemente
50g di zucchero a velo
cacao amaro in polvere q.b.

In un pentolino scaldate la panna e portate a bollore; mettete il cioccolato a scaglie in una ciotola e versateci sopra la panna calda, con l' aiuto di una spatola mescolate partendo dal centro e proseguite finchè avrete ottenuto un composto liscio e privo di grumi. Lasciate leggermente intiepidire e successivamente unite i biscotti, il torrone, il mascarpone e lo zucchero a velo, mescolate bene, coprite con della pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigorifero per almeno due ore. Trascorso il tempo formate i tartufi prelevando una piccola porzione di impasto alla quale darete la forma di una sfera; passate ogni sfera nel cacao amaro in polvere, arrotondate ancora tra le mani e ripassate nel cacao amaro una seconda volta; adesso posizionate i tartufi nel piatto di portata. Solitamente metto ogni dolcetto in un pirottino di carta della misura adeguata e lascio in frigorifero fino al momento di servire. 





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